lunedì 3 dicembre 2012

Le idee a posto ... [4]

Piccola dissertazione sulla distinzione tra militanti, borghesi e gente di destra


Ci siamo espressi più di una volta, sul fatto che il pericolo più grande è rappresentato da “quelli di destra”, “dai fascisti a chiacchiere”, “da quelli che tunonsaiquellochehofattoio", da quelli che parlano senza produrre uno straccio di partecipazione attiva. Non sostengono le iniziative militanti – qualunque esse siano; sono estremisti ma al massimo, tengono le chiappe al caldo nei partiti istituzionali; non versano un contributo – a qualsiasi organizzazione; non acquistano i prodotti delle rivendite legionarie – qualunque esse siano; non condividono informazioni di eventi, iniziative, incontri delle unità militanti, non partecipano mai, non alzano mai il culo, ma non solo. Sono quelli che amano il Duce ma stanno con il Sindaco, quelli dei tempi belli, quelli del 28 Ottobre, quelli che vanno a cena e si fanno le foto con i politici famosi, quelli che gli parli di Codreanu e ti dicono “ancora co sti cazzo de rumeni”, quelli che “se scoppia la rivoluzione sono il primo a partì”. Vogliamo sottolinearlo in special modo, per quel che ci riguarda direttamente a Santa Marinella in questo periodo ed  a Civitavecchia lo scorso anno. Il discorso è per quelli ai quali dopo trent’anni di deserto sul loro territorio, gli si presenta il lavoro di una iniziativa militante che ha edificato una sede e posto sulla linea di combattimento uomini disposti a battersi per una visione della vita e del mondo, per un progetto che guarda al futuro e non alle prossime elezioni. Non si agitano per un partito o un programma politico, perchè quest’ultimi sono sempre disponibili ad un compromesso, no. Militano per una weltanschaung, che per sua natura non si baratta, non se ne fa commercio. Per una idea di civiltà per la quale si combatte e se necessario si muore, ma non si mercanteggia. Non solo, si è creato un luogo fisico, dove coloro che non intendono arrendersi al liberalismo, alla destra, ai parolai della politica, alle solite conventicole paesane, possono trovarsi a casa. Con una rivendita militante legionaria – non a scopo di lucro, dove si possono trovare tutti i materiali necessari alla formazione, discriminante fondamentale per evitare di illudersi con velleitarismi politici di bassa lega, se non, per tornaconto personali.
Chi fa della militanza uno stile di vita, conosce perfettamente, quello di cui scriviamo e vale per tutti. Quando le elezioni mettono in moto le pavide animelle dei rivoluzionari da cabina elettorale e i supercammeratoni da tre mesi prima e tre mesi dopo le elezioni, è bene marcare le distanze, è bene segnare confini netti, da ambienti con i quali non si ha e non si vuole avere nulla a che spartire.

Cene e pranzi, portachiavi, camicie nere ben stirate, retorica folcloristica, gite a Predappio, sprizzando veleno a destra e a manca, questa gente ha una parola cattiva per tutti. Parlano, parlano e straparlano male di coloro che continuano a sacrificarsi sul sentiero dell’onore, con la schiena dritta, senza concedere nulla al sistema democratico parlamentare. Nonostante il fatto che tutto il mondo della politica, del potere amministrativo e tecnoburocratico, dei media, della cultura e della economia ci contrasta sistematicamente, noi continuiamo a rimanere sulla linea di combattimento.  Cosa dovrebbe farci credere che dei ciarlatani, avendo abbandonato la lotta ed avendola sostituita con il comodo mondo di una vita borghese fatta di enogastronomia e film su skycinema, spalmati sul divano come dei bradipi insensati, debbano essere considerati diversamente?
Al contrario i militanti delle comunità antagoniste al sistema egemonico – qualunque esse siano, ogni giorno si spendono in impegni, riunioni, viaggi, versano soldi e li tolgono ai propri bilanci familiari, tolgono tempo ai propri cari, lasciano far carriera ad altri, si insozzano di colle, inchiostri, vernici, grassi per serrande. Camminano in montagna, organizzano presidi, affissioni, combattono il nemico. Tutto questo con la gioia rivoluzionaria di coloro che sanno che “quella è la loro via, quello è il loro essere e non possono fare altrimenti”.  Questa per noi è la discriminante, molte trincee, stesso fronte. Non pretendiamo che tutti coltivino pomodori, ognuno coltivi il proprio orto, ma lo faccia. Chi nulla fa, nulla vale. E’ proprio vero, occorre stare più attenti a quelli che sembrano i tuoi amici, “agli pseudocamerati della porta accanto” che ai nemici. Almeno quest’ultimi ti combattono apertamente, sai a chi sparano veramente.

E’ per tale motivo che ci ritornano in mente le parole che pronunciò il Duce il 22 Aprile del 1945: "Noi siamo i proletari in lotta, per la vita e per la morte. Siamo i rivoluzionari alla ricerca di un ordine nuovo… Lo spauracchio vero, il pericolo autentico, la minaccia contro cui lottiamo senza sosta viene da destra”. Noi la lezione l’abbiamo imparata e adesso se volete continuare a raccontarvi e a raccontarci favole, dalla comoda poltroncina sulla quale state, fatelo pure, ma non spacciatevi per quello che non siete.

Azione Punto Zero

1 commento:

puntozero ha detto...

Riportiamo un commento particolarmente significativo, che ci è giunto tramite mail a seguito della pubblicazione di questo articolo.

“Vedo questi pseudocamerati da divano, fascisti pazzi per il 28 ottobre o in genere la gente di destra guadagnofacileinpolitica, come i partigiani di una volta che depredavano la povera gente. La lotta non può avere un espressione di questo genere, senza che sia efficacemente ancorata ad un ideale fermo, nobile e deciso, che sia essa lotta politica o metapolitica, non può che distinguersi dai politicanti che credono di “fare politica” e che ad essa hanno fatto veramente toccare il fondo.
Però, l'assenza di questi camerati “da pausa caffè” in realtàè grave. Mi chiedo: “che fate tutto il giorno per definirvi camerati? Dove siete? Se aspettate la rivoluzione allora vi consiglio di rinnovare l'abbonamento a Sky. E' il progresso che uccide l'uomo, il continuo produrre per crescere e per acquistare l'inutile e il superfluo, ingannare il proprio aspetto, il proprio stile, il non far niente. Malcostume che, tra l'altro, ha lasciato uno spazio enorme ai lavori ed ai lavoratori in nero non solo nelle campagne ma in tanti altri settori che i nostri nonni ci hanno consegnato. Il 28 ottobre e' il capodanno virtuale che vi appartiene, per poi tornare nei vostri angoli più scuri scuri e rimanere cani sciolti aspettando il ritorno del nuovo Duce. Non è che non servite a niente, purtroppo siete dannosi.”