“La strada da percorrere conduce al di là del PUNTO ZERO, conduce oltre la linea, oltre il muro del tempo e, attraverso di esso” Ernst Junger
sabato 7 novembre 2015
venerdì 6 novembre 2015
Commemorazione dei caduti milanesi | Raggruppamento R.S.I. - Continuità ideale
Nella mattinata del 1° novembre una delegazione del Raggrupamento RSI delegazione del Lazio ha partecipato alla commemorazione dei Caduti della Rupubblica Sociale Italiana che riposano al Campo 10 del Cimitero Maggiore di Milano, all'interno della quale è stata celebrata una messa. La memoria si onora con il sacrificio, l'azione e la dedizione, promuovendo e curando il ricordo di chi ha combattuto per noi.
SEGUIRE LA LUCE, SEGUIRE L'ESEMPIO
Un azione virtuosa rimane tale solo in quanto priva di qulasiasi desiderio egoistico e materialistico. Quando la sporchiamo con l'orgoglio, e col desiderio di ricavarne in cambio privilegio, essa svilisce: Azione come rappresentazione del divino, senza scopi meschini, e compiuta unicamente per il raggiunigimento del giusto e del vero a beneficio della comunità. Azione impersonale e diretta, azione senza condizionamenti.
Noi non ci poniamo il dubbio su che pensiero gli altri si facciano della nostra azione, in quanto agiamo col cuore, seguendo la via segnata dalla Tradizione. Noi facciamo e siamo quello che pensiamo.

"Se amiamo la virtù solo per il fatto che vien notata, la macchiamo di orgoglio.
Noi non siamo più virtuosi nel momento in cui desideriamo che la virtù, che
riteniamo aver raggiunto, sia vista e ammirata. Così avviene per tutte le virtù. esse sono belle, dolci, se le amiamo di per sè stesse, se le coltiviamo per il solo piacere di averle raggiunte.
Noi procediamo nella vita senza neanche pensare al fatto che potremmo non essere compresi. I cuori senza complicazioni non immaginano le complicazioni degli altri. I cuori puri non immaginano che altri cuori siano maligni o impiuri"
Leon Degrelle
giovedì 5 novembre 2015
NIENTE PIU SCUSE | Un libro è formazione legionaria
LEGIONE ARCANGELO MICHELE
Bucarest, 10 Settembre 1936
Coi tuoi risparmi comprati oggi un libro, domani un altro e fatti una biblioteca. Una piccola biblioteca legionaria.
Bucarest, 10 Settembre 1936
Coi tuoi risparmi comprati oggi un libro, domani un altro e fatti una biblioteca. Una piccola biblioteca legionaria.
Sia essa l’ornamento e l’orgoglio della tua casa. Essa ti illuminerà l’intelletto e ti indirizzerà sempre sulla buona strada.
Quando vuoi far qualcosa di buono per qualcuno; se gli vuoi bene e vuoi farlo contento; se vuoi salvarlo dal traviamento, compera per lui un libretto e mandaglielo.
Il piccolo sacrificio ti sarà ricompensato quando saprai di aver salvato un uomo.
Cerca, per quanto è possibile, di rifornirti soltanto alla rivendita legionaria. [...]
sono presenti i libri della cultura tradizionale e i testi della cultura non conforme.
Gli autori: Evola, Guenon, Sermonti, De Giorgio, Mishima, Romualdi etc.
Le case editrici: Raido, Il Cinabro, EffeDiEffe, Sentinella d’Italia, Ritter, Trecento, Ritterkreuz, S.E.B., L’Uomo Libero etc.
Finalmente a Civitavecchia uno spazio libero, contro la palude della cultura moderna.
Il Valore del Dono - Il Richiamo della Tradizione
Quest’anno per natale scegli i libri di Raido.
Un granaio spirituale in servizio permanente effettivo
Gli autori: Evola, Guenon, Sermonti, De Giorgio, Mishima, Romualdi etc.
Le case editrici: Raido, Il Cinabro, EffeDiEffe, Sentinella d’Italia, Ritter, Trecento, Ritterkreuz, S.E.B., L’Uomo Libero etc.
Finalmente a Civitavecchia uno spazio libero, contro la palude della cultura moderna.
Il Valore del Dono - Il Richiamo della Tradizione
Quest’anno per natale scegli i libri di Raido.
Un granaio spirituale in servizio permanente effettivo
mercoledì 4 novembre 2015
Sabato 7: Conferenza - NUOVO (dis)ORDINE MONDIALE
Sabato 7 Novembre 2015
Ore 17.30
Raido, Via Scirè 21/23
NUOVO (dis)ORDINE MONDIALE
Gender, immigrazione, schiavitù finanziaria: ecco come stanno uccidendo l’uomo
Conferenza con:
– MAURIZIO BLONDET
– GIANLUCA MARLETTA
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martedì 3 novembre 2015
Il ruolo della (dis)informazione nella società moderna
Il 2 novembre l'Unesco ha deciso di dedicarlo alla difesa dei giornalisti in ogni parte del mondo. Decisione che ci aiuta a ricordare molte importanti questioni legate al ruolo dell'informazione nella società moderna.
Dell'informazione negata, di quella falsificata, deformata, ingannevole, manipolatoria della pubblica opinione. Dell'informazione di Stato, che è quasi sempre bugiarda. Non meno che dell'informazione privata (nel senso che è in mano a possenti proprietari privati, i quali non hanno alcun interesse a un'informazione libera, pluralistica, che rispetti gl'interessi e i diritti dei lettori-spettatori).
Le cifre crude sono impressionanti e meritano un'attenzione preliminare. Nell'ultimo decennio circa 700 giornalisti sono stati uccisi in molte parti del mondo. Nove volte su dieci i responsabili l'hanno fatta franca. Questo apre un problema parallelo: quello della giustizia. Ma la maggior parte degli uccisi vive e lavora in paesi dove lo Stato di diritto quasi non esiste o non esiste del tutto, quindi sarà meglio rinviare la questione alla geopolitica. A me colpisce un altro dato statistico: il 94% delle vittime di questa professione sono giornalisti locali e solo il 6% sono corrispondenti stranieri. Noi, osservatori internazionali parliamo di solito solo di questo piccolo (seppure tragico) 6%.
Ma questo ci dice che i rischi più grandi non li corrono quelli che vanno a "coprire" — così si dice — gli eventi bellici. In questi casi si muore per una pallottola o una bomba vagante, o perché si cade nel mirino di un cecchino. Cioè il giornalista muore nelle stesse circostanze in cui muoiono i civili. E muoiono di più, ovviamente, coloro che, per mestiere, cercano le immagini, cioè i fotoreporter e i cine e tele operatori, costretti come sono a essere presenti sul luogo fisico dove si svolgono i combattimenti. Ma, appunto, sono una piccola minoranza. Molto più rischioso è raccontare la verità scrivendola e, per così dire, vicino alla porta di casa. Che significa raccontare le malefatte della criminalità locale, gl'intrecci malavitosi, gli arricchimenti indebiti. Le statistiche dicono che gli assassini che coabitano con i giornalisti sono molto più pericolosi delle pallottole vaganti.
Ma il problema che abbiamo di fronte riguarda non solo quelli che vengono uccisi perché hanno detto, o cercato di dire, la verità. Il problema riguarda tutti i giornalisti, che la verità non la possono dire in linea di principio. Perché, se ci provano, vengono semplicemente allontanati dal luogo di lavoro, o messi in condizione di non poter più scrivere. Nessuno li uccide fisicamente, ma tutti vengono privati, più o meno subdolamente, della loro professione, del loro lavoro, della possibilità di informare correttamente il pubblico.
E' una questione di potere, che non rientra nei casi penalmente rilevanti. Ma è una questione d'importanza cruciale per i destini della democrazia nel suo complesso. Si potrebbe dire, senza forzare la verità, che ogni azione tendente a impedire una corretta informazione è un crimine implicito che viene commesso nei confronti del pubblico. Le vittime della menzogna sono dunque masse sterminate, che sono colpite senza nemmeno che esse lo sappiano. Basta che qualcuno stenda un velo su una notizia perché milioni non sappiano neppure che essa è esistita. Ho letto su una pubblicità di un grande media internazionale (chi lo ha scritto ha dimenticato Citizen Kane, altrimenti non lo avrebbe fatto) questa orgogliosa frase: "Noi facciamo la notizia".
Che è però una confessione involontaria. Loro, in effetti, "fanno la notizia". E questo è già un buon motivo per dubitare che sia una cosa cui vale la pena di credere. E ce n'è un altro, di motivo per non credergli. Ed è che, come la fanno, la notizia, così possono decidere di non dartela proprio. Cioè di lasciarti all'oscuro. Per questo suggerisco ai lettori di non credere troppo alle classifiche che vengono redatte, di solito, negli Stati Uniti, o comunque in Occidente. Che danno i voti e stabiliscono le graduatorie dei singoli stati, dove ci sono i soliti cattivi, i paesi canaglia, i paesi di quello che un tempo era chiamato il "terzo mondo", dei paesi più poveri.
C'è, in quelle classifiche, un po' di vero e molto di falso. Si recensisce non la libertà di stampa, ma il livello di cultura dei paesi. E, mentre si mettono in fila i più arretrati, rispetto ai criteri formali della libertà di stampa in Occidente, ci si dimentica sistematicamente di ricordare che la libertà di stampa in Occidente, anche senza assassini, è solo un pallido ricordo. Anche nella conta dei morti noi occidentali siamo tendenziosi.
Durante la guerra di Ucraina sei giornalisti russi sono stati uccisi, ma la stampa italiana li ha quasi ignorati, o ignorati del tutto. In Ucraina, oggi, si uccidono i giornalisti, ma i nostri giornali e le nostre televisioni non se ne accorgono. Una giornalista inglese viene trovata impiccata nell'aeroporto di Istanbul, e non se ne hanno echi. Un'altra viene uccisa dai terroristi in zona di guerra, ma era una giornalista iraniana, dunque non vale la pena di parlarne. Figureranno, forse, negli elenchi dei giornalisti morti nel prossimo decennio. Ma siccome sono stati ammazzati in territorio "civile", è bene per il momento, dimenticarli.
venerdì 30 ottobre 2015
Inaugurazione sede romana Associazione Nazionale Volontari di Guerra - 25/10/2015 [recensione]
In una tiepida domenica di fine ottobre, al centro di Roma nel cuore del rione Trastevere è tornata alla luce la storica sede romana dell'A.N.V.G. (Associazione Nazionale Volontari di Guerra), fondata dagli Arditi nel 1924 nello scopo di riunire in un unico sodalizio tutti i volontari dei conflitti mondiali.
In una stanza gremita da tante persone, giovani e meno giovani, il presidente Alberto Indri ha aperto il suo discorso ringraziando tutti i partecipanti, e la "delegazione Lazio" del Raggruppamento Combattenti e Reduci della RSI per il concreto aiuto nella realizzazione dei lavori effettuati nello stabile. La sede sarà presto operativa come biblioteca di consultazione e come spazio eventi dedicato alla presentazione di libri, cineforum, mostre ed incontri culturali.
Alberto non ha mancato di ricordare che l'adesione ai nostri ideali non può essere solo virtuale, ma va concretizzata con i fatti. Il Campo della Memoria di Nettuno ogni sabato mattina è aperto per la visita e soprattutto per dare un contributo reale alla sua manutenzione, tutti sono quindi invitati a partecipare.
La parola è quindi passata ad un giovane cuore della X MAS: Fabio Poggio, che aderì alla Repubblica Sociale Italiana a fianco del comandante Borghese. Il combattente, con animo sempreverde, ha sottolineato ancora la sua fede e passione per quella camicia nera, che non è solo una casacca da indossare nelle ricorrenze, bensì un impegno quotidiano di militanza e di continuità ideale con i valori della RSI.
A nome del Raggruppamento RSI ha preso la parola Matteo, il quale ha fatto presente l'amore ed il cuore impiegati ogni giorno dai ragazzi della "delegazione Lazio" affinché il sacrificio dei nostri eroi che hanno difeso la patria fino alla morte non sia stato vano. Il lavoro effettuato fin ora dal gruppo è stato di commemorazione nei confronti dei combattenti che ci hanno lasciato ma soprattutto di assistenza verso quelli ancora in vita, invitandoli a numerosi incontri per mostrare loro che il Testimone è stato raccolto, ed in modo che con le loro parole e col loro esempio possano ancora infiammare i cuori dei giovani che come loro non si sono arresi. Particolare attenzione è stata rivolta ai luoghi consacrati alla Repubblica Sociale che sono disseminati nel nostro territorio, in particolare il Campo della Memoria di Nettuno con quale è in atto una fervente collaborazione, ed ora la riqualificazione della sede romana dell'ANVG.
A chiudere gli interventi il professore Mario Merlino, che ha ricordato il sacrificio di Filippo Corridoni e sottolineato che quest'anno il coordinamento militante "Cerchio" ha collaborato con altre realtà alla realizzazione di COMUNITARIA, la Festa delle Comunità Militanti, dedicata proprio al "Combattentismo".
Infatti, a fare da cornice all'evento, sulle pareti era affissa la mostra fotografica sulla Prima Guerra Mondiale realizzata proprio per l'ultima edizione di COMUNITARIA svoltasi a Cerveteri ad inizio estate; al termine degli interventi i presenti hanno potuto apprezzarla con il ristoro di un piccolo buffet.
Il saluto è un arrivederci alle prossime iniziative promosse dalla sede romana dell'Associazione Nazionale Volontari di Guerra, della delegazione Lazio del Raggruppamento RSI, e dell'associazione Campo della Memoria.
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giovedì 29 ottobre 2015
mercoledì 28 ottobre 2015
La Perla affoga tra fango e detriti | L'ennesima dimostrazione di una criminale gestione del territorio
Santa Marinella 28 Ottobre 2015
Ci chiediamo se vi è ancora qualcuno disposto a giustificare tutto questo.
Ci chiediamo se è normale che d'estate i media siano ingolfati con le faccione dei consiglieri che si dedicano agli eventi turistici e poi ogni autunno, cittadini che vivono nelle zone a rischio, debbano vivere nel terrore.
Forse qualcuno non sta lavorando per noi.
Come trenta anni fa, come 11 mesi fa, come espresso dal Sommo Imperatore Settimio Severo sulla Stele di Apollo nel 205 d.C.
Non ci sono più parole se non una: VERGOGNA!
Un piccolo promemoria del 2014
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