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martedì 26 gennaio 2016

Presentazione del "3° Quaderno di Formazione del Militante della Tradizione" - Bari



Nuova tappa del tour di presentazione del "3° Quaderno di Formazione del Militante della Tradizione"...
Dopo Roma, Bologna e Catanzaro, e a breve Milano, il 7 Maggio andremo a BARI !

*** A brevissimo altre news per FIRENZE e TRIESTE che ci ospiteranno nel mese di Aprile ***


domenica 17 gennaio 2016

Ripartire da Evola: la militanza contro l’accademia



Sabato 30 Gennaio

Dalle ore 17.00

Roma, Via Caracciolo 12 (Sala l'Universale)

Ripartire da Evola: la militanza contro l’accademia

Intervengono: Claudio Mutti, Rodolfo Sideri, Mauriztaio Rossi, Comunità Milinte Raido

Mostra Fotografica Evola40


venerdì 27 novembre 2015

Ripartiamo da Codreanu


Sabato 28 Novembre,ore 18.00
Ripartiamo da Codreanu
Incontro di formazione del militante
nel solco di ciò che eterno


mercoledì 4 novembre 2015

Sabato 7: Conferenza - NUOVO (dis)ORDINE MONDIALE


Sabato 7 Novembre 2015

Ore 17.30

Raido, Via Scirè 21/23
NUOVO (dis)ORDINE MONDIALE

Gender, immigrazione, schiavitù finanziaria: ecco come stanno uccidendo l’uomo

Conferenza con:

– MAURIZIO BLONDET
– GIANLUCA MARLETTA

mercoledì 30 settembre 2015

L’Idea di Stato - Il pensiero politico di Carlo Costamagna


Conferenza L’Idea di Stato- Il pensiero politico di Carlo Costamagna
Sabato 3 Ottobre, ore 17:30
Raido, via Scirè 21/23, Roma
Interviene: Rodolfo Sideri, autore di “L’umanesimo nazionale di Carlo Costamagna”

mercoledì 23 ottobre 2013

Incontro con i Combattenti e le Ausiliarie della RSI – Colleverde 20 Ottobre 2013 Conferenza e incontro del Raggruppamento Combattenti e Reduci RSI – Recensione


È Casa d’Italia Colleverde ad ospitare questa volta, l’incontro della Federazione Romana RSI – Gruppo Laziale, svoltasi nella giornata di Domenica  con inizio alle ore 11.00.
Dopo una breve presentazione da parte di un rappresentate dei padroni di casa, l’intervento di un responsabile del Raggruppamento introduce la conferenza, ringraziando i numerosi gruppi che hanno deciso di aderire all’iniziativa. Casa d’Italia Colleverde, la Comunità militante di Raido, quella del Fascio Etrusco ed inoltre la Comunità militante di Azionepuntozero e Socialismo Nazionale. Presenti, oltre a moltissime persone intervenute – circa 80 in tutto - anche delegazioni de La Fenice di Firenze e di Rinnovazione di Rieti. L’intervento di Baldo si è incentrato sull’importanza che riveste il Raggruppamento stesso, la cui nascita rappresenta un passo importante. Un impegno doveroso che ogni comunità ed ogni singolo si prende, con lo scopo  di mantenere vivo il rapporto con i Combattenti e nel far sentire loro vicinanza attiva, militante e non un silenzioso affetto sentimentalmente confuso e materialmente amorfo. Non è concepibile infatti, che le realtà militanti che ad oggi portano avanti la lotta, si dimentichino di coloro che hanno reso possibile la continuità ideale nel primo, difficilissimo, periodo del dopoguerra. Da sottolineare poi, l’importanza del creare eventi che siano opportunità per le nuove generazioni di incontro con i Combattenti della Repubblica Sociale, opportunità di cui le generazioni precedenti hanno potuto ampiamente giovarsi, ma disconosciuta agli ancor più giovani. Si è sottolineato inoltre come sia importante anche la vicinanza pratica ai Combattenti ed alle Ausiliarie nella vita quotidiana, magari facendo dei servizi a domicilio, piuttosto che assistendoli nelle pratiche burocratiche. Sorgono quindi, non solo nel rapporto cameratesco ma anche attraverso riunioni e conferenze, importanti occasioni che sono utili per rinsaldare l’anello di collegamento che c’è tra il sentimento che arde nei giovani d’oggi  e quello che animò i Combattenti, nel non demordere nonostante la imminente sconfitta nel conflitto e nel loro rimaner fedeli ancora oggi, al vero ed unico Stato Italiano e al suo Duce, fino alla fine.

In qualità di rappresentante dei Combattenti nonché, di vicepresidente nazionale del Raggruppamento RSI, Stelvio Dal Piaz ha poi preso la parola. Attraverso un discorso memorabile, ha espresso tutta la sua gioia nel veder presenti rappresentanti di molte e diverse comunità, veri e propri nuclei di resistenza in una società allo sfascio totale; per Stelvio è “un sogno” il veder ancora oggi, in un mondo completamente svuotato, privo di sentimento e di amore del dono di sé, riunite così tante persone disposte a donarsi e sacrificarsi per un ideale. Ogni comunità portando avanti il proprio lavoro, ognuna secondo le proprie specificità relative a diversità logistiche e strutturali, svolge una funzione di antagonismo al sistema, risultando ad esso estraneo e non venendone contaminato (senza rinunciare ovviamente a cercar di avvicinare coloro che lascino trasparire la volontà di intraprendere la lotta).
L’esperimento già tentato di correggere il sistema dall’interno, accettandone le regole, è infatti fallito miseramente e Stelvio, avendo lui stesso provato la strada del compromesso democratico, lo chiarisce senza mezzi termini. La via che si percorre non deve ammettere “aperture” o “mezze misure”. La nostra è una visione del mondo chiara e netta, e come tale va seguita. Ciò in cui egli crede è la rinascita dei Valori della stirpe, gli stessi che Mussolini aveva saputo così bene risvegliare nel popolo Italiano, affamato e sfibrato dai governucoli liberali precedenti e subito seguenti alla prima guerra mondiale, valori eterni che affondano le radici nell’antica Roma e con i quali è possibile trovare un quasi magico punto di contatto in particolar modo nella Capitale, intrisa di storia e mito, del senso della lotta e della vittoria.
Proprio la Storia, insegna che quella forza spirituale in noi c’è sempre stata e che se ben risvegliata e canalizzata, può lasciare un’impronta  netta sul presente, sempre sulla scia degli esempi del passato. Tra questi ultimi vi sono senza dubbio coloro che aderirono all’RSI che gettarono il cuore oltre l’ostacolo, con il coraggio di chi sa che si può rischiare tutto, mettendo  in gioco sé stessi e  l’intera famiglia (con un motivo che ai più oggi appare egoistico, ma che invece è l’opposto), se la posta in gioco è la salvezza della Patria. A spingere a ciò, è il sentimento d’amore e dono che è il motore di ogni azione giusta e “verticale”, quella misteriosa energia che pulsa nel cuore dell’uomo che in sé porta il seme dell’origine spirituale e quindi del ricollegamento con l’Universale.
Ebbene quella forza è ciò che ci fa riconoscere con i simili e che rende possibile oggi il ritrovo di più realtà sulla stessa linea di combattimento, tutti pronti a far scudo contro la valanga di fuoco, fatta di menzogne e disordine della modernità, nell’attesa del momento propizio per il contrattacco.

Al termine della conferenza il consueto pranzo legionario organizzato nel giardino della struttura ospitante, straordinariamente ricco, preparato con amore dalle sapienti mani dei militanti. Oltre ai consueti doni scambiati tra le comunità, si è poi preceduto con le riunioni pomeridiane, in cui i vari rappresentanti hanno segnalato le attività svolte e da svolgere, definito l’agenda, stabilendo i numerosi prossimi impegni. Un bell’appuntamento che il prossimo mese, con tutta probabilità, vedrà protagonista il Raggruppamento in una nuova provincia del Lazio, per allargare i propri confini operativi e far conoscere la sua attività.

Coloro che intendono aderire e sostenere il Raggruppamento Combattenti e Reduci R.S.I. – Continuità Ideale, possono farlo contattando la Federazione di Roma del Gruppo Laziale alla mail rsilazio@gmail.com, il profilo Facebook: Raggruppamento RSI - Delegazione Lazio, il blog (ancora in fase di costruzione) http://rsilazio.altervista.org .


lunedì 14 ottobre 2013

Ai confini del nero, presentazione editoriale [recensione]

Ieri si è svolta, in una splendida sala sul mare a Civitavecchia, la presentazione dell’ultima fatica di Mario Merlino, “ai confini del nero”. L’evento vedeva coinvolte nell’organizzazione più realtà militanti: oltre ad Azionepuntozero, hanno dato il loro apporto anche la Comunità militante Raido, Il Fascio Etrusco di Cerveteri, Casa d’Italia Colleverde e l’Associazione Culturale Leonidas. Un esperimento, inaugurato con la presentazione di ieri e che proseguirà in futuro. Esso nasce nel segno di una collaborazione per rendere più regolari i momenti di incontro, (importanti opportunità di dialogo e confronto) e che sottolinea come, seppur con diverse declinazioni, la maturità di confrontarsi lavorando per delle piccole iniziative consente la conoscenza e la coincidenza della disposizione d’animo, il cosiddetto “atteggiamento interno”, così caro a Rutilio Sermonti.
Dopo le parole del responsabile di Azionepuntozero, che ha introdotto la presentazione ringraziando i presenti e i relatori – in particolar modo i combattenti e l’Ausiliaria della RSI tra il pubblico - la parola è stata presa da Roberto Rosseti, giornalista rai, che ha introdotto il contenuto del testo.
Nel suo intervento, quest’ultimo ha tratto spunto da alcune parti del libro  per ricollegarsi attraverso anche alcuni aneddoti personali, alla lotta del singolo contro la sovversione del mondo moderno, ovvero il seguire sempre e comunque quella voce interna che guida le proprie scelte e che permette di non essere travolti nel decadimento costante ed irreversibile della società conformistica e livellatrice. Per fare ciò, sostiene il giornalista, occorre rimanere fermi ogni giorno, senza cedimenti e senza compromessi, seguendo sempre il sentiero anticamente segnato da quelle “pietre miliari” che immutabili, ferme e impassibili, fungono da punto di riferimento imprescindibile e che permettono di non perdere mai la direzione giusta, da seguire nel lungo cammino che porta ognuno al compimento del proprio destino. In conclusione Rosseti scandendo la citazione latina “ etiamsi omnes, ego non” (anche se tutti, io no) ricorda come di insidie, in un mondo come quello di oggi dove tutti vanno nella direzione opposta, ce ne sono molte, ed è per questo che si deve, sentendosi  forti della propria diversità, rimanere inflessibili e dritti in un mondo in rovina.

Roberta Di Casimirro ha poi continuato elogiando lo scritto del professor Merlino, eleggendolo come sua opera migliore, in quanto in grado di offrire un notevole coinvolgimento emotivo che trascina il lettore, specialmente colui che è in grado di coglierne gli aspetti profondi. I vari episodi, sono fortemente collegati tra di loro, ed ognuno di essi porta un insegnamento prezioso, da apprendere e attualizzare nel nostro agire quotidiano. Roberta ha sottolineato come fondamentale sia, ancor prima di preoccuparsi di non tradire gli altri, stare ben attenti a non tradire sé stessi, e nell’essere sempre coerenti nel pensiero e nell’azione. Questa continua verifica di sé e rettificazione porta a intraprendere un percorso interiore volto a scavare, a cercare sé stessi. Un percorso che non si interrompe mai, senza pause. Per fare ciò occorre spogliarsi delle ideologie che sono solamente rifugi, ripieghi nel quale l’uomo tende a infilarsi dandosi in questo modo una giustificazione per il suo agire lascivo, vile, scorretto.  Occorre uscire dalla soffocante gabbia imposta dal conformismo ed affrontare la verità, iniziando a lottare contro il mondo esterno. Sempre mantenendosi fermi, dare sempre il meglio di sé in ogni cosa che si fa, contro tutto e contro tutti.
In conclusione, la parola è passata all’autore Mario Michele Merlino - in abbigliamento “alternativo” per l’occasione (con tanto di “sobria” cravatta) - come sempre eccentrico e scanzonato che ha alternato accenni ad alto contenuto dottrinario con qualche piacevole pausa ironica. Nel  suo intervento ha sottolineato come ogni episodio narrato nel libro parli di persone realmente esistite (tranne in un caso) o ancora esistenti, però rielaborate liberamente, secondo il suo stile che si abbandona volentieri al piacere dello scrivere in libertà. Ciò non toglie il grande insegnamento che ogni storia (cinque in tutto) contiene, tutte comunque legate da un filo conduttore che vede ogni protagonista seguire il proprio destino, rendendo grande il proprio animo compiendo le giuste scelte. Scelte dettate dalla stessa visione del mondo, quella Weltanschauung che non ammette compromessi, di abbassarsi al patteggio.  Il Prof. Merlino ha poi auspicato che il lettore debba cogliere nei personaggi descritti il comune sentire che ne determina le azioni di chi combatte l’estrema battaglia del sangue contro l’oro, della Tradizione contro la sovversione. Un sentimento di appartenenza, dunque, che nel cuore di coloro che si sono spogliati dalle zavorre delle ideologie moderne, alimenta il fuoco di un’azione  che esclude ogni forma di tornaconto o soddisfacimento personale, così come ogni sorta di auto giustificazione e debolezza.  Merlino ha poi sottolineato il proprio elogio a tutte le comunità per l’occasione concessagli, ribadendo che  occasioni come quelle di ieri sono la testimonianza che la speranza nel trionfo della Verità è ancora viva, e che come una fiaccola ardente continua a portare luce in un mondo sempre più immerso nell’oscurità.

Un pranzo legionario, come da consuetudine, ha infine chiuso la positiva giornata vissuta interamente … “ai confini del nero”!

venerdì 11 ottobre 2013

Documenti per il Fronte della Tradizione, fascicolo n.10 - Fascismo e sovversione

"Grazie al metodo democratico che concede alle masse lo pseudo potere di eleggere i propri rappresentanti, il governo giunge nelle mani di pochi uomini corrotti e a loro volta corruttori. Nel sistema democratico l'uomo politico è colui che riesce con mezzi spesso illeciti ed immorali ad estorcere il voto ad un certo numero di persone inidonee a giudicare ciò che sia bene e ciò che sia male per la "cosa pubblica", cioè per lo Stato..."


lunedì 15 luglio 2013

MarioFest 2013 - Recensione

Sull’agenda è ormai appuntamento immancabile, la MarioFest. Quest’anno abbiamo cercato di “dare un tocco in più” vivacizzando l’evento, come deve fare una comunità militante che punta al miglioramento costante. Un ringraziamento doveroso va fatto oltre che naturalmente a Mario, anche ai proprietari del casale, disponibili durante i preparativi e durante tutta la serata, per dare una mano quando necessario.
Numerose le adesioni - alla fine ci siamo contati in più di 70 - di tanti esponenti di comunità militanti e tanti camerati giunti per l’occasione da Roma, oltre che dalle realtà operanti nel territorio limitrofo, come Raido, TdL e Fascio Etrusco. 

La bellezza dell’evento, è che vede presenti anziani, donne, bambini e gente di tutte le età: la strada sterrata e polverosa non ha dunque scoraggiato e tutti hanno voluto partecipare al gran completo. Si respirava infatti nel clima dal sapore campagnolo delle Colline dell’Allume e un forte retrogusto  di festa  e di condivisione che ha pervaso l’evento dall’inizio alla fine. L’occasione si impreziosisce sempre tra l’altro, anche per il fatto che è una occasione per raccogliere un contributo concreto per la Casa Famiglia Harlock. Obiettivo raggiunto anche quest’anno. Un particolare ringraziamento a Lorella e Benito che, da Latina, hanno accompagnato l’inossidabile Avv. Mario Niglio, segno del legame generazionale con la stirpe di coloro che non si arresero ieri e non intendono arrendersi oggi.
L’aria frizzante e fresca, si sa, stuzzica i sensi e non si può aspettare molto: il bicchiere non ha tardato a riempirsi di sanguigno vino rosso con conseguenti brindisi. Il taglio dell’ottima e saporita porchetta ha preso subito il via per poi proseguire incessante: le porzioni preparate sono prontamente sparite accompagnate da pane in quantità e buon formaggio, alternate a porzioni di pasta e riso freddo… Così, circondati dalla natura ed animali (i bambini di certo non avevano di che annoiarsi tra cani, gatti, cavalli e chi più ne ha più ne metta..) e immersi in un rilassante clima campagnolo è calata pian piano la sera mentre si alzavano le voci e si preparavano gli strumenti.
Gli imprescindibili pezzi di musica alternativa, intervallati da goliardiche e “battagliere” performance karaoke hanno riunito i presenti in un concerto che ha coinvolto tutti confermando come la MarioFest rappresenti coinvolgimento e scambio, condivisione e vita vera. Così, la serata  è continuata senza mai spegnersi, tanto che i presenti si sono intrattenuti fin oltre l’ora della media notte lasciandosi andare ad un bicchiere in più ed ad un ennesimo brindisi prima dei saluti definitivi. 


Ancora una volta, abbiamo confermato in un mondo che ci vuole soli e divisi, come invece gli “Amici di Mario” siano presenti, vivi e volenterosi [eheheh …dopo gli “amici di Maria”, ci pareva opportuno]. Stringendoci attorno a colui che non ha mai mollato nonostante le durissime prove a cui è stato sottoposto, cerchiamo così in qualche modo di rendergli omaggio dimostrando che attraverso la nostra lotta cerchiamo, quotidianamente, di mantenere fede all’idea che ci è stata donata da persone che mai hanno voluto vendersi alla marea della modernità borghese, corrotta e vile. L’aria respirata alla MarioFest 2013 è quella ardente e rivoluzionaria, del fuoco che la anima. Stufi di vedere la nostra terra maltrattata, sballottata e in balia della grande democrazia globalizzante e livellatrice, Sabato abbiamo ribadito che le nostre radici sono ben piantate e salde e che la linfa vitale scorre copiosa lungo tutte le diramazioni dell’albero comunitario. Sempre con il sorriso sulle labbra, mai domi. 

Da quest’albero cogliamo quindi i frutti estivi di un lavoro di semina e coltura svolto “dietro le quinte”, in cui affermiamo la vita e la natura nella condivisione ed apertura con sostenitori e simpatizzanti. L’appuntamento che giunge a metà Luglio segna infatti, per Azionepuntozero e per le comunità militanti del Fronte della Tradizione, la fine della stagione militante 2012/2013 e l’inizio del mese di ricreazione. Fare il bilancio delle attività svolte, preparazione per il campo estivo, sane letture di formazione. E’ così, con questa bella festa, che salutiamo l’estate e le attività, per ritrovarci presto sul campo di battaglia esterno, perché, come si sa, la militanza .. non va in vacanza! Grazie a tutti …arrivederci a Settembre!


lunedì 8 luglio 2013

Adriano Romualdi. L’uomo, l’opera e il suo tempo - [Recensione]

06/07/2013, Colli del Tronto – Ascoli Piceno
Presentazione del libro





In un’occasione importante come quella di sabato non poteva mancare la presenza di Azionepuntozero. Nello scorso fine settimana infatti, la fondazione Hispano Latina in collaborazione con le associazioni PASSEPARTOUT, RAIDO, NUOVE SINTESI e ARIES, hanno organizzato la presentazione del libro "Adriano Romualdi. L'uomo, l'opera e il suo tempo" di Rodolfo Sideri, con l'intervento di Mario Michele Merlino. A seguire, una buona cena tra camerati.
Nonostante i chilometri di distanza, per le occasioni importanti, il farsi trovare pronti e disponibili per lunghe trasferte sta a significare che la militanza non si fa nel salotto di casa, né attraverso il monitor di un computer. Lo spostamento “fisico” permette, oltre che di godere dei paesaggi unici che il nostro bel paese offre, anche l’opportunità di scambio opinioni e saluti diretti e veri, segno di condivisione ed espressione di quel legame comunitario che unisce indissolubilmente le varie realtà che lottano per la stessa Idea, attraverso valori, secondo dati Principi.
Adriano Romualdi: l’uomo l’opera e il suo tempo” il titolo della conferenza e del libro presentato per l’occasione: gli interventi di Mario Michele Merlino e di Rodolfo Sideri (autore del libro) hanno fornito, attraverso due differenti forme di espressione e di relazione col pubblico, una ben delineata visione di Romualdi e un interpretazione valida ed efficace del suo pensiero, inducendo gli ascoltatori a delle riflessioni ora più che mai necessarie ed attuali. Prima dei loro interventi, Lorella e Celsio Ascenzi, infaticabile organizzatore delle attività della Fondazione Hispano Latina, nonchè padrone di casa e della bella sala realizzata con le sue fatiche, hanno introdotto il tema e parlato dell'importanza dell'appuntamento.

Il Prof. Merlino ha ribadito attraverso un aneddoto, come quello spirito vero che ritroviamo nella natura, nel cibo e nei volti che riconosciamo e sentiamo nostri, rappresenti una semplicità e un amore per l’essenziale che è un punto cardine di quell’Europa che Adriano sognava e che credeva possibile, tramite un risveglio delle coscienze. Per Adriano, quest’ultime, intrinsecamente possiedono quella visione della vita che è comune a tutti i popoli europei. In questo senso, ribadisce Mario, egli ha visto nel fascismo un fenomeno europeo, ovvero un ridestarsi dei principi che, opponendosi alla sovversione della globalizzazione e della massificazione imposta da democrazia e comunismo, esprimevano quel sentire comune proprio dell’Europa che legava le comunità a percorrere un unico sentiero, seguendo una visione verticale e trascendente della vita. Nel ricordo personale del professore, emerge una figura che, seppur molto giovane, era già in grado di coinvolgere un gran numero di persone, catturandole attraverso la sua notevole capacità di dialogo e l’espressione di una profonda cultura, sempre atta alla trasmissione e mai fondata sullo sterile studio fine a sé stesso;  Romualdi non mancava, inoltre, di un coraggio encomiabile, essendo sempre pronto, al momento del bisogno, a scendere in piazza e a combattere fianco a fianco coi propri fratelli, pur se non dotato di una vista aquilina, mai giungendo al rifiuto e al rinnego di una politica attiva.
E’ proprio su quest’ultimo punto che Rodolfo Sideri insiste nel suo successivo intervento. Il grandissimo apporto che la figura di Adriano ha portato attraverso il suo pensiero nel nostro ambiente, è principalmente quella di ribadire l’importanza di una Destra – con la D maiuscola - che puntando sulle qualità e le virtù di chi sceglie di percorrere un determinato cammino, sappia agire all’interno della società con una politica d’avanguardia basata sull’azione diretta simbolo di una Weltanschauung propria alla nostra Tradizione. Una elite che possa trascinare con l’esempio, il popolo, ad un rigetto del materialismo sovversivo oramai dilagante. Come logica conseguenza dunque, si ha un marginale distacco dal pensiero evoliano e propriamente relativo alla apolitìa. In essa trova posto al contrario, la sovranità del dominio assoluto di sé stessi, cosa che in molti ha confusamente ingenerato un rifiuto di tutto ciò che è esterno a sé. Cionondimeno, giustamente stigmatizzando quella destra figlia del sessantotto e contaminata da logiche anarchiche che emarginavano il singolo da un azione incisiva sulla società. Uno studio e una formazione, dunque, che deve partire  da una profonda e radicale azione su sé stessi ma che deve poi trovare nella trasmissione dei principi e dei Valori il compimento di un percorso, che non rinneghi l’azione politica, sempre che essa sia esercitata secondo regole ferree e rigide, che permettano un rifiuto totale verso ogni contaminazione e il rigetto di ogni compromesso con il mondo borghese e democratico. 

Ad una ulteriore riflessione, nel viaggio di ritorno, tra i militnati di APZ sono emersi tre elementi che hanno fatto di Adriano Romualdi una fonte inesauribile da cui abbeverarsi. Il primo, la totale rimozione di ogni senso di colpa o di vittimismo per le grandi esperienze nazional-rivoluzionarie che si sono espresse in Europa tra le due guerre, chiamate per convenzione i fascismi europei. La seconda, l’importanza imprescindibile dello studio e della formazione culturale e dottrinaria su cui deve incentrarsi l’azione politica e meta politica del militante. La terza, essere avanguardia e non vivere con il collo girato all’indietro, nutrendosi di ammennicoli e soprammobili da rigattieri del Fascismo. Il senso straordinario di Adriano è stato dunque quello di rendere attuale il sacrificio dei combattenti europei, in nome di quei miti, di quei valori, di quei simboli sotto cui si sono raccolti e che ancora oggi rappresentano delle salde radici contro lo smarrimento della società contemporanea. Ora che il nemico è così radicato nella nostra società, occorre dunque riscoprire, seguendo il suo esempio, la nostra storia e, rifiutando il progressismo abulico, riscoprirci protagonisti nella realtà, avendo negli occhi la realizzazione di un destino del quale vogliono privarci.

Lo spirito europeo, i  valori europei  sono  sempre presenti e guardando al nostro passato possiamo renderci conto che, se vogliamo, possiamo farli rivivere e renderli attuali. Una lotta che ci deve vedere, anziché divisi sulla strada di un anarchismo dissolutivo, uniti in una lotta fianco a fianco seguendo un sentiero unico. Oggi è ancora possibile grazie al messaggio scolpito nella pietra da Adriano, durante l’arco della sua troppo breve esistenza, vissuta nella pienezza della luce della Tradizione.

sabato 22 giugno 2013

sabato 6 conferenza a Colli del Tronto...presenti!

Azione Punto Zero ci sarà! Partenza dal solito posto ...
Equipaggio militante da Civitavecchia 14,30
Equipaggio militante da Santa Marinella ore 15
Divanisti, bagnasciughisti, fintofà, quaqquaraquà a casa .....



venerdì 14 giugno 2013

COMUNITARIA 2013



Ultim'ora, presenti in acustico anche Junker e Ellepienne ... a questo punto se rimani a casa sei un divanista!


sabato 27 aprile 2013

giovedì 2, equipaggio a Raido



Giovedì 2 maggio, ore 20.30
Presentazione editoriale di
La donna e l’amore nella via del cavaliere
Interviene l’autore
Mario Polia

lunedì 15 aprile 2013

L’UNIVERSALITA’ DI ROMA: RECENSIONE


Ci stiamo avvicinando alla ormai prossima data del 21 aprile, data della fondazione di Roma. Come ogni anno l’approssimarci a questa data viene accompagnato da numerosi incontri, riunioni formative, discussioni. Immancabile e imprescindibile, come ogni anno, il contributo del professor  Mario Polia, storico, antropologo e specialista in storia delle religioni. Colpisce in lui, la capacità unica di fornire una visione di Roma tenendo sempre e costantemente presente il contatto stretto e diretto che essa aveva col Sacro, che unita all’incredibile capacità di poter arricchire il discorso con numerosissimi riferimenti al significato etimologico e originario dei termini, rende la sua conferenza un imperdibile appuntamento formativo. Non è un caso dunque, che la pattuglia di Azione Punto Zero, si approssima all’appuntamento di Sabato 13 alle ore 18 presso la sede della Comunità militante di Raido a Roma.

La sala è stracolma. Come per le migliori occasioni. Si comincia dall’analisi del mito della fondazione, in cui Polia  rende evidente come tutto sia inserito organicamente in un mosaico perfetto in cui ogni pietra riveste la sua importanza nella composizione di un disegno che testimonia le origini divine della Città Eterna. 
Per una visione completa, si risale alle radici, alle origini più antiche: Enea, personaggio fondamentale nonché altissimo esempio di fedeltà e dedizione alla Tradizione. Egli (figlio del mortale Anchise e della dea Venere, quindi dall’unione dell’umano col Divino) sfugge all’incendio di Troia e approda nel Lazio, terra destinata alla fondazione di Alba Longa: la fuga avviene con il padre sulle spalle (simbolo della fides verso i Padri e gli Avi) e in braccio il figlio (simbolo dell’ incessante trasmissione dello spirito Sacro nel figlio e continuazione della catena generazionale) e indossando l’armatura simbolo dello spirito guerriero dell’eroe che vince l’istinto e la parte terrena per approssimarsi al trascendente. La figlia del suo diciannovesimo discendente Ascanio (il quale viene spodestato da Amulio desideroso di garantire alla sua discendenza il trono), Rea Silvia (rea qui assume il significato non negativo di peccatrice, bensì intoccabile prescelta, perché voluto dalle forze divine), fatta Sacerdotessa di Vesta in modo da evitare che essa generi figli, viene scelta da Marte per la continuazione della stirpe: da essa nascono i gemelli Romolo e Remo. Amulio adirato ordina che essi vengano abbandonati nel Tevere, ma la nutrice a cui i piccoli erano affidati non se la sente e li depone in una cesta prima di abbandonarli alla corrente delle acque del fiume; i gemelli trovano rifugio sotto l’albero di fico prima di venire allevati dalla Lupa.  Anche in questo passo la simbologia è ricca di spunti teologici, in quanto Romolo e Remo rappresentano le due parti opposte dell’uomo, la parte oscura, umana, terrena, passionale e carnale rappresentata da Remo (risalendo al significato etimologico, è definito “il tardo”, colui che non coglie il limite e che osa sfidare con presunzione egoistica il divino) e la parte lucente, che ci permette di congiungerci al Sacro attraverso una tensione verso l’alto rappresentata da Romolo. Essi vincono la corrente del Tevere sconfiggendo quindi il fluire vano e indomabile di una vita schiava delle passioni e si rifugiano sotto al mediterraneo albero di fico simbolo della manifestazione concreta delle alte forze in quanto, non dando fiori, dona alla terra direttamente il frutto con il quale nutrirsi. I due vengono allevati dalla lupa, simbolo della forza della natura primordiale.
Il designato alla fondazione è dunque Romolo, colui che dal colle Palatino scorge 12 avvoltoi, dodici il numero divino e solare che ritorna costantemente in tutte le Tradizioni nonché moltiplicazione del numero dell’anima (3) per il numero del corpo (4), mentre Remo dall’Aventino ne vede 6. Egli traccia il solco nel giorno 21 del mese di aprile (il mese sacro a Venere generatrice) con l’aratro trainato da un bue e una giumenta (qua il doppio simbolismo della generazione attraverso l’unione delle polarità maschile e femminile, del principio solare col principio lunare) traccia il Decumano orizzontalmente, (dimensione terrena nella quale la nascente città fiorirà) e il Cardo verticalmente (simbolo della trascendenza verso la dimensione Sacrale, senza la quale nulla può essere costruito, senza la quale nulla acquista un Valore). All’incrocio delle due rette sarà eretto il tempio di Vesta generatrice, il centro, l’incontro del sacro col terreno, l’irradiazione nel manifestato e nel visibile della luce divina. Attorno un quadrato, simbolo del tempio, dello spazio limitato del sacro e dell’ Ordine, e della divisione di esso con ciò che è esterno, è caos, disordine, oscurità. Il rito di fondazione si conclude con il sacrificio di animali e l’accensione del fuoco sacro. Il confine viene presuntuosamente oltrepassato da Remo che facendosi così scherno delle leggi divine, compie un empietà destabilizzando l’Ordine e sfidando il Sacro. Lo spirito anarcoide e antigerarchico simbolo di chi non è capace di cogliere in sé stesso il principio divino che Remo rappresenta, viene così ucciso da Romolo.

Utilizzando la metafora del cristallo, che di per se non ha luce ma la irradia filtrando quella Divina del sole splendente, Polia ha proseguito oltre la fondazione, evidenziando come ogni aspetto in Roma incarnasse qualcosa di Trascendente: Roma diveniva così mezzo terreno attraverso il quale le forze Spirituali incarnavano in terra qualcosa di superiore, il volere degli Dei, attraverso una totale fides ad essi, ma anche agli Avi, alla terra, alla propria Tradizione. Ogni atto doveva essere compiuto in quanto faustus, fausto, perché pregno del favore delle Divinità. Ed ecco la forza di Roma, consapevole di agire nel giusto e per il giusto, guidati dal Divino, da forza e valori tramandati dagli antenati costantemente venerati perché artefici del passaggio di consegna ininterrotto della vita, in quanto Tradizione.

Anche a Roma, ha sottolineato il relatore, ognuno svolgeva il proprio lavoro per guadagnarsi il necessario per vivere. Ma la differenza sostanziale è che lo faceva per Roma. Ognuno era consapevole di partecipare nella sua misura alla grandezza di Roma, consapevole del proprio limes  e grato di far parte di una civiltà lucente, sana e forte. Civiltà sana quindi, perché ordinata secondo principi imprescindibili e nella quale la donna, in una concezione diversa da quella odierna, riusciva a realizzarsi veramente come donna, forza custode del fuoco sacro e sostegno per il proprio uomo, costantemente, in un dono d’amore profondo e trascendente. L’uomo come vir  uomo virile nella parola data e nel compimento del proprio dovere, agendo sempre in ragione dell’idea sotto la quale la propria civiltà era stata fondata. Elementi singoli come esempi della partecipazione organica a quell’unità, che era Roma e non l’individuo. Roma ha quindi rappresentato, aldilà di ogni constatazione spoglia e puramente archeologica fornitaci dalla modernità un esempio eterno di una manifestazione perfetta e armonica della Tradizione sulla terra.


La speranza che Polia ha sempre trasmesso durante tutta la conferenza attraverso una convinta partecipazione infusa nelle sue parole è la speranza nella possibilità che qualcuno riscopra quella fides nei nostri giorni e cominci ad attualizzarla partendo da un profondo lavoro verso noi stessi.
Solo rifondando noi stessi, infatti, possiamo rifondare Roma, non in altro modo. Essere romani ogni giorno nelle scelte, ponendoci limiti dove vanno posti, donandoci. In un epoca dominata dalla moneta e dal mercato non dobbiamo porci la condizione di cambiare attraverso vani gesti teatrali ed esteriori, il contrario. Vincere le sfide quotidiane essendo semplici ed essenziali, dominando passioni e controllando la mente. Essere liberi veramente come lo erano i romani, non come crediamo di essere oggi: liberi dalle catene del borghese che c’è in noi, liberi dal desiderio consumistico-compulsivo dell’avere, liberi dalle menzogne che ci raccontano ogni giorno . Solo partendo dal lavoro quotidiano e costante su di noi poniamo il primo, magari piccolo ma solido mattone per la costruzione di quel muro che, se non capace di vincere, magari sarà in grado di arrestare questa corrente discendente.

Roma è viva, Roma è ancora tra noi. Il suo splendore può illuminarci e mostrarci il cammino..il modo migliore per intraprenderlo è iniziare col porci questa domanda, costantemente: “come posso farla rivivere?”


lunedì 8 aprile 2013

FORMAZIONE A PORTATA DI WEB, I "QUADERNI DI KULTURKAMPF"

I ‘Quaderni di Kulturkampf’ – pensati e realizzati dalla Comunità Militante RAIDO – sono dei documenti agili, che vengono diffusi gratuitamente sul web per supportare e potenziare l’attività del Fronte della Tradizione.

Sono scritti indirizzati essenzialmente ai più giovani, pensati per dare un contributo alla ‘formazione del militante’, che è l’aspetto su cui – sin dal 1995 – RAIDO ha posto l’accento nella sua attività politica e metapolitica.

Dall’analisi della “crisi” fino all’approfondimento della Tradizione, i ‘Quaderni’ hanno l’ambizioso obiettivo di fare informazione alternativa, in maniera seria ma mai intellettualistica, e di fornire quegli orientamenti organizzativi e programmatici necessari a tutti quelli in rivolta contro il mondo moderno…

…Leggi, diffondi, organizza!




mercoledì 3 aprile 2013

domenica 10 marzo 2013

In uscita!


"Indirizzi per l'Azione Tradizionale.
Scritti di educazione e formazione militante"

RAIDO

76 pp. - 8,00 €

In uscita il 16 Marzo 2013



domenica 3 marzo 2013

Giovedì 7 non mancare, per saperne di più sulla Grande Rinuncia

Giovedi 7 marzo 2013 - ore 20.00
Raido, via Scire' 21, Roma 

La Grande Rinuncia
Le dimissioni del Papa tra modernità e tempi ultimi
Intervengono:
- Mario Polia (Docente e antropologo)
- Pietrangelo Buttafuoco (Giornalista e scrittore)

giovedì 28 febbraio 2013

giovedì 21 febbraio 2013

Cuib femminile Raido organizza...AI FERRI CORTI!

"Ai Ferri Corti" è il primo dei Corsi creativi di arti dimenticate
un ciclo di eventi organizzato dalle ragazze del Cuib Femminile di Raido per la riscoperta di tutte quelle arti quasi scomparse che fanno parte del nostro patrimonio.

A breve il calendario e la descrizione dei prossimi incontri. Si comincia il 2 Marzo!
Per info e iscrizioni: cuibfemminile@raido.it