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mercoledì 28 ottobre 2015

Il 28 ottobre è tutti i giorni o non è…

Il 28 Ottobre e’ tutti i giorni o non è...

LA MARCIA CONTINUA

Poi ci sono quelli della foto del Duce nel portafogli,
messa tra i soldi e il didietro [da prendere a calci], 
quelli dei saluti romani da seduti alle cene, 
quelli che votano pdl ma vanno a fare i saluti a predappio, 
quelli della camicia nera inzaccherata di sugo, 
quelli che nell’anniversario della MARCIA, giustamente, 
si sdraiano da bere e da mangiare come ad un pranzo di matrimonio. 
Per noi il 28 Ottobre e’ tutti i giorni, nonostante loro.
Un saluto a molti e non a tutti.
Azionepuntozero

giovedì 15 ottobre 2015

E' nata la pagina facebook Associazione Nazionale Volontari di Guerra!

E' nata la pagina Associazione Nazionale Volontari di Guerra - Roma, presto spazio-eventi e biblioteca nel cuore della capitale.
Cliccare subito "MI PIACE" per essere aggiornati delle attività,
suggerire a tutti i nostri contatti per sostenere la causa!


E' nata la pagina Associazione Nazionale Volontari di Guerra - Roma, presto spazio-eventi e biblioteca nel cuore della...
Posted by Azione Punto Zero on Martedì 6 ottobre 2015

mercoledì 29 luglio 2015

Santa Marinella – Salviamo la "Stele dell'Apollo d'Oro"


Questa sera prende il via il festival di cortometraggi di Santa Marinella, "Short film fest" , che mette in palio l'Apollo d'Oro. Un premio che si fregia del nome che a Santa Marinella denomina anche la stele commemorativa di epoca romana dimenticata lungo la via Aurelia, la Stele di Apollo per l'appunto, il cui abbandono abbiamo segnalato l'anno scorso con il comunicato sottoriportato. Con la denominazione del premio "Apollo d'Oro" gli organizzatori e l'amministrazione hanno voluto evocare così il patrimonio culturale della Città evidenziando come stia loro a cuore la storia di Santa Marinella. In realtà, come la Stele di Apollo sta a dimostrare, è tutta fuffa.

Chi si occupa dei beni archeologici del nostro territorio?

Vogliamo che la bellezza sia rimessa al centro dell’attività dell’amministrazione comunale. Azionepuntozero desidera stigmatizzare con forza lo stato di abbandono che subisce uno dei più importanti reperti romani che ospita il nostro Comune.

Al Km 59,700 della via Aurelia, a fianco del cancello che reca il numero civico 138 è stata posta una “Stele” di marmo, trovata in due frammenti in un pozzo poco distante, alta circa due metri con iscrizione latina. Essa sta completamente scomparendo per l’incuria del proprietario, senza che il Comune stia muovendo un dito da anni. Il testo della Stele, commemora il rifacimento del “Ponte di Apollo” distrutto dalla furia del mare e dei fiumi, voluto dagli Imperatori Settimo Severo prima e Caracalla poi, con un probabile aggiornamento avvenuto nel 210 d.C. I resti del ponte di Apollo invece, ancora interrato, si conservano presso il Fosso di Castelsecco, tra la via Aurelia e il mare.

Ci sfugge il nome del delegato ai Parchi ed al verde pubblico – sempre se è stato nominato dal Sindaco,  ma qualcuno tra tanti assessori e delegati se ne sarebbe dovuto accorgere già da tempo. Cosa si aspetta che le fronde circondino la Stele e d’incanto, un giorno o l’altro, possa sparire senza saper più che fine ha fatto?

Oggi, 4 Febbraio – anniversario della morte del Sommo e Augusto Imperatore, Settimio Severo, avvenuta a York nel 211 d.C. – in suo onore, poniamo l’attenzione su questo problema e vogliamo che sia risolto al più presto dall’amministrazione comunale.

Il Direttivo di Azionepuntozero

domenica 19 luglio 2015

19 luglio | Anniversario dell'attentato a Paolo Borsellino e del bombardamento Alleato su Roma

Oggi, vogliamo ricordare oltre al magistrato Paolo Borsellino, ucciso in un vile attentato dalla mafia, anche il bombardamento Alleato su Roma, che colpì principalmente il quartiere San Lorenzo. Due crimini accomunati non solo dalla data della ricorrenza ma anche dal legame fra i due mandanti. Del resto, persino la storiografia ufficiale è d'accordo nel ritenere che gli Alleati agevolarono la rinascita della mafia in Sicilia. Il caso non esiste.



mercoledì 21 agosto 2013

"gli uomini e le rovine" - Elementi di stile romano

Evola descrive , nel seguente passo tratto da "gli uomini e le rovine", gli elementi dello stile romano.

"Questa romanità originaria ebbe la sua base in una figura umana definita da un certo gruppo di disposizioni tipiche. in primo luogo sono da considerarsi un'attitudine dominata, un audacia illuminata, un parlare conciso, un agire preciso e coerente quanto meditato, un freddo senso di dominio, alieno da personalismo e vanità. Allo stile Romano appartengono la virtus non come moralismo bensì come virilismo e coraggio, epperò la fortitudo e la costantia, cioè la forza d'animo; la sapientia, nel senso di riflessività, di consapevolezza; la disciplina come amore di una propria legge e di una propria forma; la fides nel senso specificatamente romano di lealtà e fedeltà; la dignitas, la quale nell'antica aristocrazia patrizia si potenziava in gravitas e solemnitas, in misurata, seria solennità. Sempre dello stesso stile appartengono l'agire preciso, senza grandi gesti; un realismo che non significa materialismo bensì amore per l'essenziale; l'ideale della chiarezza, il quale solo in certi popoli latini doveva trasformarsi in razionalismo; un equilibrio interno e una diffidenza per ogni abbandono dell'anima e per ogni confuso misticismo; un amore pel limite; l'attitudine ad unirsi senza confondersi, in vista di un fine superiore o per un'idea, da essere liberi. Possono aggiungersi anche la religio e la pietas non significanti la religiosità nel senso più recente, significanti invece, pel Romano,un atteggiamento di rispettosa e dignitosa venerazione e, in pari tempo, di fiducia, di riconnessione nei riguardi del sovrasensibile, sentito presente ed agente presso le forze umane individuali, collettive e storiche. Siamo naturalmente lontani dal pensare che ogni romano abbia incorporato tali tratti; essi tutta via costituirono, per così dire, la "dominante", erano consustanziati nell'ideale sentito da ognuno come specificatamente romano."

domenica 21 aprile 2013

ROMA ORMA AMOR - 21 APRILE, NATALE DI ROMA


"Roma ci appare così veramente come un miracoloso sistema di idee, forze e valori, il più miracoloso che abbia mai visto la storia: un sistema che si realizza in un poderoso blocco di energia organizzata." 

"Roma è la rivelazione della supremazia dell'ordine su tutti i voleri e le cose umane, la legge della forma che sottomette il singolo e il suo valore al valore del tutto, l'affermazione più chiara e nobile del volere politico, l'annunciazione più alta della forza costruttiva dello spirito, la manifestazione più grandiosa del senso della monumentalità" 

Civiltà Romana - P. De Francisci

venerdì 19 aprile 2013

giovedì 18 aprile 2013

lunedì 15 aprile 2013

L’UNIVERSALITA’ DI ROMA: RECENSIONE


Ci stiamo avvicinando alla ormai prossima data del 21 aprile, data della fondazione di Roma. Come ogni anno l’approssimarci a questa data viene accompagnato da numerosi incontri, riunioni formative, discussioni. Immancabile e imprescindibile, come ogni anno, il contributo del professor  Mario Polia, storico, antropologo e specialista in storia delle religioni. Colpisce in lui, la capacità unica di fornire una visione di Roma tenendo sempre e costantemente presente il contatto stretto e diretto che essa aveva col Sacro, che unita all’incredibile capacità di poter arricchire il discorso con numerosissimi riferimenti al significato etimologico e originario dei termini, rende la sua conferenza un imperdibile appuntamento formativo. Non è un caso dunque, che la pattuglia di Azione Punto Zero, si approssima all’appuntamento di Sabato 13 alle ore 18 presso la sede della Comunità militante di Raido a Roma.

La sala è stracolma. Come per le migliori occasioni. Si comincia dall’analisi del mito della fondazione, in cui Polia  rende evidente come tutto sia inserito organicamente in un mosaico perfetto in cui ogni pietra riveste la sua importanza nella composizione di un disegno che testimonia le origini divine della Città Eterna. 
Per una visione completa, si risale alle radici, alle origini più antiche: Enea, personaggio fondamentale nonché altissimo esempio di fedeltà e dedizione alla Tradizione. Egli (figlio del mortale Anchise e della dea Venere, quindi dall’unione dell’umano col Divino) sfugge all’incendio di Troia e approda nel Lazio, terra destinata alla fondazione di Alba Longa: la fuga avviene con il padre sulle spalle (simbolo della fides verso i Padri e gli Avi) e in braccio il figlio (simbolo dell’ incessante trasmissione dello spirito Sacro nel figlio e continuazione della catena generazionale) e indossando l’armatura simbolo dello spirito guerriero dell’eroe che vince l’istinto e la parte terrena per approssimarsi al trascendente. La figlia del suo diciannovesimo discendente Ascanio (il quale viene spodestato da Amulio desideroso di garantire alla sua discendenza il trono), Rea Silvia (rea qui assume il significato non negativo di peccatrice, bensì intoccabile prescelta, perché voluto dalle forze divine), fatta Sacerdotessa di Vesta in modo da evitare che essa generi figli, viene scelta da Marte per la continuazione della stirpe: da essa nascono i gemelli Romolo e Remo. Amulio adirato ordina che essi vengano abbandonati nel Tevere, ma la nutrice a cui i piccoli erano affidati non se la sente e li depone in una cesta prima di abbandonarli alla corrente delle acque del fiume; i gemelli trovano rifugio sotto l’albero di fico prima di venire allevati dalla Lupa.  Anche in questo passo la simbologia è ricca di spunti teologici, in quanto Romolo e Remo rappresentano le due parti opposte dell’uomo, la parte oscura, umana, terrena, passionale e carnale rappresentata da Remo (risalendo al significato etimologico, è definito “il tardo”, colui che non coglie il limite e che osa sfidare con presunzione egoistica il divino) e la parte lucente, che ci permette di congiungerci al Sacro attraverso una tensione verso l’alto rappresentata da Romolo. Essi vincono la corrente del Tevere sconfiggendo quindi il fluire vano e indomabile di una vita schiava delle passioni e si rifugiano sotto al mediterraneo albero di fico simbolo della manifestazione concreta delle alte forze in quanto, non dando fiori, dona alla terra direttamente il frutto con il quale nutrirsi. I due vengono allevati dalla lupa, simbolo della forza della natura primordiale.
Il designato alla fondazione è dunque Romolo, colui che dal colle Palatino scorge 12 avvoltoi, dodici il numero divino e solare che ritorna costantemente in tutte le Tradizioni nonché moltiplicazione del numero dell’anima (3) per il numero del corpo (4), mentre Remo dall’Aventino ne vede 6. Egli traccia il solco nel giorno 21 del mese di aprile (il mese sacro a Venere generatrice) con l’aratro trainato da un bue e una giumenta (qua il doppio simbolismo della generazione attraverso l’unione delle polarità maschile e femminile, del principio solare col principio lunare) traccia il Decumano orizzontalmente, (dimensione terrena nella quale la nascente città fiorirà) e il Cardo verticalmente (simbolo della trascendenza verso la dimensione Sacrale, senza la quale nulla può essere costruito, senza la quale nulla acquista un Valore). All’incrocio delle due rette sarà eretto il tempio di Vesta generatrice, il centro, l’incontro del sacro col terreno, l’irradiazione nel manifestato e nel visibile della luce divina. Attorno un quadrato, simbolo del tempio, dello spazio limitato del sacro e dell’ Ordine, e della divisione di esso con ciò che è esterno, è caos, disordine, oscurità. Il rito di fondazione si conclude con il sacrificio di animali e l’accensione del fuoco sacro. Il confine viene presuntuosamente oltrepassato da Remo che facendosi così scherno delle leggi divine, compie un empietà destabilizzando l’Ordine e sfidando il Sacro. Lo spirito anarcoide e antigerarchico simbolo di chi non è capace di cogliere in sé stesso il principio divino che Remo rappresenta, viene così ucciso da Romolo.

Utilizzando la metafora del cristallo, che di per se non ha luce ma la irradia filtrando quella Divina del sole splendente, Polia ha proseguito oltre la fondazione, evidenziando come ogni aspetto in Roma incarnasse qualcosa di Trascendente: Roma diveniva così mezzo terreno attraverso il quale le forze Spirituali incarnavano in terra qualcosa di superiore, il volere degli Dei, attraverso una totale fides ad essi, ma anche agli Avi, alla terra, alla propria Tradizione. Ogni atto doveva essere compiuto in quanto faustus, fausto, perché pregno del favore delle Divinità. Ed ecco la forza di Roma, consapevole di agire nel giusto e per il giusto, guidati dal Divino, da forza e valori tramandati dagli antenati costantemente venerati perché artefici del passaggio di consegna ininterrotto della vita, in quanto Tradizione.

Anche a Roma, ha sottolineato il relatore, ognuno svolgeva il proprio lavoro per guadagnarsi il necessario per vivere. Ma la differenza sostanziale è che lo faceva per Roma. Ognuno era consapevole di partecipare nella sua misura alla grandezza di Roma, consapevole del proprio limes  e grato di far parte di una civiltà lucente, sana e forte. Civiltà sana quindi, perché ordinata secondo principi imprescindibili e nella quale la donna, in una concezione diversa da quella odierna, riusciva a realizzarsi veramente come donna, forza custode del fuoco sacro e sostegno per il proprio uomo, costantemente, in un dono d’amore profondo e trascendente. L’uomo come vir  uomo virile nella parola data e nel compimento del proprio dovere, agendo sempre in ragione dell’idea sotto la quale la propria civiltà era stata fondata. Elementi singoli come esempi della partecipazione organica a quell’unità, che era Roma e non l’individuo. Roma ha quindi rappresentato, aldilà di ogni constatazione spoglia e puramente archeologica fornitaci dalla modernità un esempio eterno di una manifestazione perfetta e armonica della Tradizione sulla terra.


La speranza che Polia ha sempre trasmesso durante tutta la conferenza attraverso una convinta partecipazione infusa nelle sue parole è la speranza nella possibilità che qualcuno riscopra quella fides nei nostri giorni e cominci ad attualizzarla partendo da un profondo lavoro verso noi stessi.
Solo rifondando noi stessi, infatti, possiamo rifondare Roma, non in altro modo. Essere romani ogni giorno nelle scelte, ponendoci limiti dove vanno posti, donandoci. In un epoca dominata dalla moneta e dal mercato non dobbiamo porci la condizione di cambiare attraverso vani gesti teatrali ed esteriori, il contrario. Vincere le sfide quotidiane essendo semplici ed essenziali, dominando passioni e controllando la mente. Essere liberi veramente come lo erano i romani, non come crediamo di essere oggi: liberi dalle catene del borghese che c’è in noi, liberi dal desiderio consumistico-compulsivo dell’avere, liberi dalle menzogne che ci raccontano ogni giorno . Solo partendo dal lavoro quotidiano e costante su di noi poniamo il primo, magari piccolo ma solido mattone per la costruzione di quel muro che, se non capace di vincere, magari sarà in grado di arrestare questa corrente discendente.

Roma è viva, Roma è ancora tra noi. Il suo splendore può illuminarci e mostrarci il cammino..il modo migliore per intraprenderlo è iniziare col porci questa domanda, costantemente: “come posso farla rivivere?”


sabato 13 aprile 2013

sei ancora in tempo...oggi!!

Per partecipare all'evento con Mario Polia, l'appuntamento degli equipaggi del litorale nord è alle ore 16,30 a Santa Marinella, presso i portici del Centro sulla Via Aurelia.

"Roma non avrebbe potuto assurgere a tanta potenza se non avesse avuto, in qualche modo, origine divina, tale da offrire, agli occhi degli uomini, qualcosa di grande ed inesplicabile". (Plutarco)



Ricordati Roma ... XXI APRILE

Approssimandoci al XXI APRILE - Natale di Roma


mercoledì 18 aprile 2012

Visita al Museo della Civiltà Romana [recensione]


Ci giunge la recensione di un militante di azionepuntozero alla visita. Un contributo alla comprensione del valore dell’”eternità di Roma” e dell’importanza della condivisione comunitaria delle esperienze. Il Confronto con se stessi, con gli altri e con i fondamenti della nostra civiltà consente di affinare l’idea della identità e delle radici profonde della nostra cultura. In questi tempi di crisi, ultimo baluardo contro la barbarie.

Ore 9 del mattino, incontro alla "postazione del camerata" a Santa Marinella, la comunità si mette in marcia verso Roma, appuntamento ore 10,00 per la visita guidata al museo della civiltà romana. E' sabato e il tempo non promette niente di buono, mentre ci avviciniamo alla zona E.U.R. 42 di Roma si notano i palazzi in  costruzione, palazzi moderni, grattacieli di specchi che nulla trasmettono all'animo umano. Giunti finalmente in via della civiltà romana, si staglia innanzi ai nostri occhi un edificio immenso, quadrato, adornato di colonne. La bellezza e la potenza di Roma irrompono nei cuori! Le possenti colonne bianche attraverso cui si raggiunge l'ingresso, trasmettono un senso di forza ed eternità, fanno pensare a un qualcosa  che dura nel tempo, attraversa lo spazio, così come il mito di Roma, che riviviamo quest'oggi e che non si spegnerà mai. L'edificio che ospita il museo e trasmette elevata bellezza, non è moderno, nemmeno antico, è stato costruito durante il ventennio fascista, così come l'intero quartiere che lo circonda - eppure ci avevano detto che il fascismo aveva fatto solo danni in Italia! Un quartiere residenziale come quello dell'Eur, con il verde non adibito all'edilizia selvaggia, con edifici in marmo, carichi di splendore, costruito e progettato dall’ingegno del popolo italiano ormai circa 80 anni fa, riesce ancora oggi a trasmettere fierezza, orgoglio, bellezza... non certo come i grattacieli squallidi e i centri commerciali che si affacciano  intorno alla zona, ai quali venti anni di fiducia strutturale sembrano anche troppi e che trasmettono solo tanta tristezza. Tornando alla nostra giornata, ci avviciniamo all'ingresso, dove troviamo ad attenderci i ragazzi di Raido, dobbiamo a loro i ringraziamenti per avere organizzato questa visita nel migliore dei modi. Il nostro Cicerone attraverso il mito di Roma sarà nientemeno che il Prof. Mario Polia (chi non lo conosce vada ad informarsi on line) incredibile oratore che con le sue spiegazioni riesce a toccare le corde dell'animo e a trasmettere sensazioni che difficilmente si riescono a spiegare. La visita inizia quasi puntualmente, dopo le 10, per un primo gruppo di persone (il nostro), ed alle ore 12 per il secondo gruppo. Si parte con il mito di Enea, Polia ci descrive la figura di Enea che fugge da Troia con indosso l' armatura, il figlio Ascanio per mano, il padre Anchise in spalla, portando con sé gli Dei e la moglie. Enea che porta con sè le sue radici, che pensa al suo futuro, non dimenticando il presente e dando fondamentale importanza al culto religioso. Enea figlio di Venere dea dell'amore, non di quello coi cuoricini ma del vero Amore, per l’universo  e la volontà divina, Enea dalla quale discende Rea Silva, che insieme al dio Marte, dio della guerra e della fertilità da alla luce Romolo e Remo. Romolo che traccia il solco attraverso il rito sacro, fonda Roma ed accende il fuoco sacro ed eterno di Vesta. Roma quindi che viene fondata per mano dell'uomo ma per volere degli Dei, Roma che trasmetterà il mito eterno, Roma che sarà luce e faro di civiltà per il mondo. Il Prof. Polia ci illustra i riti sacri che venivano fatti dai vincitori, i riti che venivano fatti nel tempio di Vesta nel quale veniva ricoperto un ruolo fondamentale dalla donna romana. Cionondimeno i Riti che si svolgevano nel Pantheon. Ancora il l’eccellente guida, ci porta alla riscoperta del vero significato di Roma, dell'esempio della civiltà romana, del mito attraverso il tempo. Con parole semplici che arrivano dritte al cuore, quel cuore nel quale rimane acceso un fuoco che non dobbiamo far spegnere e che dobbiamo alimentare. Un fuoco eterno così come il fuoco di Vesta, che ci tiene vivi e ci lega sempre più, quel fuoco che consolida la parola data e la fedeltà.  La giornata vana e piovosa, non è stata vana, è stata utile per alimentare quella fiamma profonda, con cui alimentiamo il nostro fuoco e quello del camerata in difficoltà che possiamo trovare al nostro fianco, oggi e per l'eternità. Nel concludere ringraziamo i ragazzi di Raido che hanno organizzato la giornata, il prof. Polia che ci ha istruiti togliendo spazio a sè per donarlo a noi e i ragazzi del nis che altrettanto si sono impegnati per la riuscita della manifestazione.


venerdì 28 ottobre 2011

28 Ottobre 2011

Cosa possiamo farci se 
il 28 Ottobre 2011, 
"ritti sulla cima del mondo, lanciamo, 
ancora una volta, la nostra sfida alle stelle?" 
..... Siam Fatti Così .......


lunedì 11 aprile 2011

Agenda AzionePuntoZero

Lunedì 11 Aprile
Riunione formativa su
Eternità di Roma
Elementi di Stile Romano
Santa Marinella

Sabato 16 Aprile
Il Fuoco di Vesta con Mario Polia
Conferenza a Raido, Roma


Natale di Roma - Anniversario della Fondazione
Civitavecchia

Sabato 30 Aprile/Domenica 1 Maggio
Campo di formazione giovanile
Fondazione R.S.I. - Istituto Storico
Cicogna, Terranuova Bracciolini - Arezzo
Campo di Formazione Link

Militanza e Cameratismo sono le due gambe su cui marcia un unico essere, 
senza l'una, l'altra non va da nessuna parte! 
AzionePuntoZero - E' l'azione che distingue!

mercoledì 10 novembre 2010

giovedì 28 ottobre 2010

PREDAPPIO NON E' UN CIRCO!

Basta Pagliacci... Basta Clown!
Ogni anno nelle domeniche a cavallo del 28 Ottobre (anniversario della marcia su roma) su Predappio, si riversa (anche, grazie a Dio) un aggregato multicolore di pagliacci. Iniziano a circolare inviti per raduni, sfilate in maschera ed inoltre appaiono foto che fanno rabbrividire. In più ovviamente si celebrano banchetti per l'anniversario (si celebra un evento eroico con una bella abboffata ...mah!). Sembra che un innato senso della ridicolaggine faccia fatica ad essere estirpato. Carnevalate, folclore di un fascismo mai esistito, nostalgia offensiva. Questi fenomeni tra l'altro, si manifestano nelle forme più esasperate proprio da singoli e all'interno di ambienti che esternamente mostrano una coscienza democratica e una legittimità liberal-capitalista e filiosionista condita con un sincero sentimento di lontanza dal male assoluto. Non sarà ora di smetterla?