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mercoledì 14 dicembre 2011

I ferri del mestiere


















Antonio Cacace: primarie per il centodestra in vista delle elezioni cittadine

Premesso che come organizzazione non siamo interessati a questa ennesima buffonata elettorale nella quale, come al solito, non ci sarà niente di buono da scegliere, al tempo stesso è opportuno sottolineare una cosa. E’ prassi consolidata che, tranne per casi di impossibilità a ricandidarsi per motivi d’ordine superiore, un Sindaco di Una maggioranza uscente sia il candidato naturale nelle elezioni successive. Sarebbe un evidente segno di fallimento Qualora non fosse così. Come si presenterebbe una coalizione davanti ai propri elettori?
Se queste cose non si sanno, non si capiscono o non si vogliono capire per malafede allora, la politica, è opportuno lasciarla perdere. Forse potrebbe anche essere che, quando non si risponde a nessuno e si cambia schieramento ogni sei mesi, si tratti solo di imbarazzanti errori.
“Questi – direbbe Verdone in una delle sue commedie – non conoscono manco i feri der mestiere”.

martedì 2 febbraio 2010

“Sciolgo le trecce” e La Destra finisce in finissimi polverini

“Sciolgo le trecce ai cavalli/ corrono / e le tue gambe eleganti/ ballano…”.
Bastava la voce di Balsamo, nelle discoteche, almeno fino a qualche tempo fa, a dare il segnale: basta ragazzi, per stanotte vi siete divertiti abbastanza. Al barista e al buttafuori non possiamo farli lavorare ancora, chi ha rimediato beato lui, e chi non c’è riuscito continui a cercare il suo due di picche, ma fuori di qui.
Ebbene, c’è un disc jockey a Civitavecchia, e ha sparato nelle orecchie de La Destra il suo “Sciolgo le trecce”. Lo “svuota pista” ha avuto il suo effetto pressoché istantaneo e in pochi giorni hanno abbandonato la barca Antonio Cacace, Carlo Stabile (nomen omen?), Nicoletta Tortora, Annunziata Montenero, Gabriella Sessa, Stefania Borriello, Alessandro Bovi. Lo hanno fatto con due comunicati stampa (inizialmente solo il primo, dimessosi dalla carica di vicesegretario, poi tutti gli altri, dal Direttivo) con i quali si voleva presumibilmente sbattere la porta. Il fatto è che sulla stampa locale si è sentito poco più di un cigolio… ma ciò non toglie che la vicenda merita una certa attenzione (non “attenzione”, ma “una certa attenzione”). La chiave politica è semplice: lontano dalle elezioni, si sparpagliano cariche, nomine, deleghe scritte a parlare “per conto di”; poi arrivano le elezioni, le disposizioni perentorie, il “contrordine camerati” e ci s’intruppa laddove è stato deciso che ci si debba intruppare, gettando con raffinata nonchalance alle ortiche il lavoro volenteroso e le parole d’ordine dure e pure soffiate per mesi come anatemi da ras di quartierini. Tutto finito nel tritacarne, in “finissimi polverini”.
Assai più attenzione meriterebbe allora la chiave antropologica, sia di chi resta senza verbo proferire, sia di chi parte senza dichiarare la propria destinazione. Ma più attenzione di tutti merita forse il dj, così attento ai tempi delle sue musiche, e tanto ben nascosto da luci psichedeliche e palle di specchi, da dover (lui sì) meritare un posto ad honorem nei migliori locali notturni della Riviera Romagnuola.