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giovedì 26 novembre 2015

I combattenti di Hezbollah pronti a liberare Palmyra; i mercenari dell’Isil si danno alla fuga


Redazione il 19 novembre 2015 - 10:55 in Medio OrientePrimo Piano

Il Movimento di Resistenza libanese Hezbollah ha inviato centinaia di combattenti nella provincia siriana di Homs, per partecipare insieme all’esercito di Damasco ad una operazione su larga scala per riconquistare l’antica città di Palmyra dai terroristi dell’Isil.
I preparativi per questa nuova operazione militare ha fatto scattare l’allarme tra le fila dei terroristi che, dopo le batoste incassate nelle ultime settimane, stanno cercando una disperata via di fuga dalla città martoriata di Palmyra.
Hezbollah è tra i principali alleati del governo siriano nella lotta contro il terrorismo; i combattenti libanesi hanno vinto molte battaglie nel Paese, soprattutto nella regione strategica lungo il confine libanese di Qalamoun.
Negli ultimi giorni le forze militari pro-governative hanno sfondato le linee dei mercenari dell’Isil a Tal Syriatel e Jabal Ma’ar, riconquistando il pieno controllo su questi due settori importanti. I militari siriani hanno fortificato le loro posizioni intorno alle aree riconquistate, per prevenire possibili tentativi di infiltrazione da parte dei terroristi.
L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha annunciato che l’organizzazione Da’ish (Isil) ha iniziato ad abbandonare i territori siriani verso la città di Mosul, in Iraq.

www.ilfarosulmondo.com 

martedì 24 novembre 2015

La visita di Carlo Panzarasa, presidente dell'associazione X-MAS — presso Campo della Memoria.




A novant’anni suonati, Carlo Alberto Panzarasa, il 14 novembre ha varcato il cancello del Campo della Memoria, solo dopo aver stretto le numerose mani dei tanti che lo hanno atteso per poterlo salutare e dargli il benvenuto.

Un sorriso per ognuno, una battuta per quanti già lo conoscevano e lo avevano incontrato. Autorevole nei suoi modi, nel suo aspetto e per quanto esternava del suo carattere nel muoversi tra gli spazi conosciuti del Campo, nel raccontare aneddoti del combattere nella Repubblica Sociale Italiana.
Davanti a lui lo squillo del nostromo e l’elevarsi verso il cielo della bandiera della Decima: l’alzabandiera in suo onore oggi. Asciutto, essenziale ed efficace, con le sue parole ci ricorda il valore della memoria e dell’importanza della sua trasmissione.
Legge per tutti la Preghiera del Marinaio mentre a semicerchio ci si dispone intorno a lui.
È la genìa della nobile spiritualità quella a cui appartengono alcuni uomini: solo alcuni. Coesistere anche solo per poco vicino ad uno di loro, fa cogliere quella straordinarietà che permea animo e cuore per sempre. Lo abbiamo salutato dicendogli come la sua presenza aveva scaldato i cuori alimentando la nostra forza per guardare avanti. 
Ha sorriso sereno e autorevole, restando indimenticabile.



venerdì 28 agosto 2015

Visita al Cimitero Tedesco di Catania - 2015 | Raggruppamento R.S.I. - Continuità Ideale

Una delegazione di militanti del Raggruppamento RSI del Lazio ha fatto visita al Cimitero Tedesco situato a Motta Sant’Anastasia (Catania), in cui riposano i soldati tedeschi caduti durante gli attacchi alleati alla Sicilia Orientale nel periodo che va dal 1943 al 1945. In ogni occasione, è per noi un dovere oltre che un privilegio rendere omaggio a chi ha donato la propria vita facendo visita ai luoghi in cui ne sono conservate le spoglie umane, per far sì che la memoria non venga mai perduta.



                                                  

    

                                                          

                                                            

                                                            

                                                           


                                                            

                                                           

                                                        

                                                           

                                                          

                                                          

                                                          

                                                         

                                                        


                                                          La pagina ufficiale della delegazione laziale del Raggruppamento                                                       Combattenti e Reduci della R.S.I.

                                                 http://rsilazio.blogspot.it/ 





venerdì 21 agosto 2015

Onore al comandante Bianchi!|Raggruppamento R.S.I. Continuità Ideale



È morto il comandante Emilio Bianchi all’età di 103 anni.
Incursore subacqueo della Regia marina italiana, il 18 dicembre del 1941, partecipò all’azione di guerra contro le navi britanniche per la quale si offrì volontario per far parte dell’equipaggio della missione, consapevole della difficoltà per un eventuale ritorno.
Mentre lo Scirè, sommergibile avvicinatore dell’equipaggio al porto di Alessandria, simulava una normale uscita di esercitazione dal porto di La Spezia, all’uscita del porto ligure venivano consegnati gli SLC 221-222-223, i “maiali” da impiegare per l’attacco, insieme ai materiali occorrenti per l’operazione.
Intanto, arrivavano in volo a Lero per poi imbarcarsi sullo Scirè, gli arditi della Decima Flottiglia Mas, pronti ad applicare di persona l’esplosivo sotto alle carene delle navi britanniche per ridurre il potere marittimo degli inglesi nel Mediterraneo.
“Questi ragazzi sono davvero straordinari: si avviano a compiere un’azione che richiederà lo sfruttamento di ogni loro energia fisica e morale e metterà la loro vita in pericolo ad ogni istante, per ore ed ore; un’azione nella quale, nella migliore delle ipotesi, usciranno prigionieri di guerra, ed hanno il contegno di una squadra di sportivi che si rechi a giocare la consueta partita domenicale.” , scriverà di loro il Comandante Valerio Borghese.
Il tenente di vascello Luigi Durand de la Penne con il capo palombaro Emilio Bianchi; il capitano del genio navale Antonio Marceglia con il sottocapo palombaro Spartaco Schergat; il capitano delle armi navali Vincenzo Martellotta con il capo palombaro Mario Marino, ricevuto il calcio portafortuna di congedo, uscivano dallo Scirè nel buio della notte. Gli equipaggi, entrati nel porto di Alessandria, portavano a termine la loro missione, affondando la corazzata Valiant, la corazzata Queen Elizabeth e la petroliera Sagona da 7750 tonnellate, e danneggiando il cacciatorpediniere Jervis.
Al prezzo di sei prigionieri, missione compiuta con spirito d’avventura, coraggio, senso del dovere, ingegno, preparazione e rigore!
Comandante Emilio Bianchi, Presente!

giovedì 24 ottobre 2013

Guerra interiore e collaborazione militante, la via per tenersi in piedi dinnanzi alla sovversione mondiale

Un interessantissimo articolo che ben definendo la disastrosa situazione attuale, chiarisce come prendere posizione dinanzi ad un decadimento progressivo sempre più preoccupante del mondo che ci circonda. In un momento in cui la sovversione demoniaca sta minando concezioni e modi d'essere millenari in nome di un piatto progressismo globalizzante e schiavizzante, occorre cercare in tutti i modi di tenersi in piedi, cercando in sé stessi e nella comunità la forza necessaria per la ribellione.


Serrare le fila in difesa della Tradizione

Sebbene i mezzi di comunicazione, più o meno volutamente, continuino a farsi strumento di mistificazione e di dissimulazione, contribuendo a creare l’impressione che oggi, al di là della crisi economica (per la cui soluzione tutti i governi e gli organismi internazionali si mostrano alacremente quanto falsamente impegnati) si viva nel “migliore dei mondi possibili”, per parafrasare Leibniz, in una sorta di Paradiso del XXI secolo, in cui si stanno combattendo le ultime battaglie per i “diritti”, per una “società più inclusiva”, piena di pace, amore, tolleranza, uguaglianza e via dicendo, la triste realtà è che, invece, è in atto una delle più subdole, meschine e perverse manovre di pervertimento dell’ordine tradizionale che la storia dell’umanità abbia mai conosciuto. Il livello di guardia si sta innalzando pericolosamente.
In tutta Europa si stanno diffondendo a macchia d’olio i germi della sovversione più estrema. Mentre gli Stati Uniti ed i loro solerti alleati di sempre studiano il modo di arrivare a rovesciare il governo siriano senza sporcarsi troppo le mani, dopo aver messo a fuoco e fiamme il nord-africa tramite le fantomatiche “primavere arabe” abilmente pianificate a tavolino, e mentre prosegue l’opera di accerchiamento sempre più mirato e sottile da parte della grande finanza speculatrice internazionale nei confronti dell’Europa e del resto del mondo ancora non soggiogato e ibridato, assistiamo impotenti alla crescita esponenziale di altri terribili fenomeni che investono l’ambito antropologico, culturale, esistenziale della civiltà europea e, potremmo dire, umana in genere, alterandone alla radice i millenari equilibri.
La perversa opera di costruzione di un’asettica globalizzazione mondiale, indotta tramite l’omologazione (sotto)culturale ed il livellamento orizzontale, la cancellazione di qualunque tipo di diversità, la diffusione artatamente studiata della promiscuità sessuale ed etnica, la diffusione del materialismo e dell’edonismo, la neutralizzazione del Sacro attuata con gli strumenti dell’inversione e della parodizzazione, è in fase di notevole accelerazione, conformemente a quanto ci insegnano i grandi maestri della Tradizione.
Le forze della Sovversione, in quest’ultima fase, si stanno avvalendo in particolare di una testa d’ariete di prim’ordine: la diffusione ossessiva della cultura omosessuale, del collegato concetto di omofobia e delle rivendicazioni dei gruppi LGBT spalleggiati dalla solita cultura di sinistra, dai governi ormai dominati dai grandi gruppi di potere apolide e guidati da veri e propri anticristi: tutti burattini ciecamente al servizio della Bestia.
Non passa giorno che non ci sia qualche notizia o presunto allarme che riguardi l’omofobia o i “diritti” dei gay (l’imminente legge sull’omofobia in approvazione in Italia non promette niente di buono), il solito razzismo xenofobo che fa sempre la sua figura, nonché le redivive, stucchevoli ossessioni neofemministe. Ossessioni che trovano in questo periodo linfa vitale nel fenomeno del cosiddetto “femminicidio”, retorico ed ideologico neologismo che nasconde l’ennesimo tentativo di strumentalizzare i casi di violenza sulle donne in chiave anti-maschile ed anti-tradizionale, casi che andrebbero invece analizzati proprio alla luce della dottrina tradizionale per comprenderne, al di là di facili eccessi giornalistici e sproporzionati allarmismi, le reali cause di fondo ed individuarne le possibili vie di soluzione.
Funzionalmente a tutto ciò, avanzano inesorabili il processo di progressiva femminilizzazione della società e di inversione del ruolo uomo-donna, il tentativo di annullare le differenze tra maschile e femminile, riconducendone l’origine ai soliti presunti convenzionalismi/sovrastrutture borghesi-patriarcali-maschiliste, prive di rispondenza nella realtà. Si propugna la nascita di una sorta di “terzo sesso” neutro da manifestare sia negli atti di nascita che nell’indicazione dei genitori, i quali, anziché “padre” e “madre”, dovrebbero diventare  “genitore 1” e “genitore 2”.
Ma, ed è una degli aspetti più dolorosi, nell’indifferenza e nel silenzio più generali i burattini nelle mani delle forze sovversive stanno traviando le menti dei bambini, introducendo a scuola fiabe ed ore di lezione incentrate sulla neutralità sessuale e sull’omosessualità, producendo cartoni animati o giocattoli funzionali al medesimo discorso, al fine di annullare forzatamente le differenze tra maschio e femmina fin dalla tenera età. Si insegna ai più piccoli a non distinguere più un genere sessuale ben definito, ad accettare ogni forma di “amore” in quanto esistente in natura. Dio solo sa quanto sia tremendo fare il lavaggio del cervello ai bambini, che per la loro altissima ricettività verranno plasmati irrimediabilmente da questa educazione demoniaca.
In Francia, periodicamente “terra di conquista” e “base operativa” preferita delle forze sovversive, è in atto una delle più estreme forme di attacco antitradizionale della storia tramite la satanica figura di monsieur Francois Hollande e del suo governo (degno erede dell’altro terribile anticristo José Luis Rodriguez Zapatero), che dopo aver promosso le note leggi antiomofobia ed a favore di matrimoni e adozioni omosessuali, perpetra nel silenzio più generale continui e sistematici interventi devianti in nome del più becero laicismo materialistico e dell’intransigenza anti-cristiana in particolare, di cui l’opinione pubblica è totalmente all’oscuro. Ben pochi sono a conoscenza, ad esempio, della persecuzione cui sono sottoposti da tempo i “veilleurs”, che come convitati di pietra si oppongono alle leggi pervertitrici di Hollande mediante lunghissime veglie di protesta, pacifiche quanto di grande impatto simbolico, e che per questo, di nuovo nel silenzio generale dei media, sono costretti a subire continue violenze e vessazioni dalla parte della polizia e dei gruppi LGTB. Più avanti si cercherà di proporre un approfondimento riguardante la drammatica situazione in Francia.
Dinnanzi a tutto ciò, i centri spirituali e religiosi attualmente esistenti sembrano impotenti, in preda, per motivi differenti, a crisi gravissime che ne compromettono le strutture già difficilmente fin qui sopravvissute.
Se l’Islam è minato non solo e non tanto a livello dottrinario, quanto dal disfacimento causato dalla frammentazione in mille rivoli e dalla creazione a tavolino di forme di fondamentalismo (si pensi ai Salafiti) ad uso e consumo dei soliti noti, la Chiesa Cattolica, la forma religiosa regolare dell’Occidente attuale, sta raggiungendo i livelli più bassi della sua storia, in preda com’è da tempo ad un fenomeno di progressivo decadimento delle sue strutture essoteriche, persa in un vuoto dottrinario-teologico e liturgico al momento irrecuperabile. Alla sua guida, un pontefice dai tratti indecifrabili che, accanto a qualche aspetto apparentemente positivo, si lascia sempre più spesso andare a comportamenti irrituali ed esternazioni molto equivoche, degne del peggiore modernismo e laicismo religioso di derivazione post-conciliare e vagamente figlio di quella cd. teologia della liberazione di origine sudamericana e di matrice post-marxista. Tutto ciò proprio quando, dinnanzi al disfacimento in atto, sul soglio petrino si avrebbe bisogno di una personalità forte, in grado di lanciare, senza troppi fronzoli, violenti anatemi in nome della difesa ad oltranza della Tradizione così volgarmente attaccata e ferita. Nel frattempo, il primo pontifex absconditus (la definizione è di Mario Polia) della storia, Benedetto XVI, misteriosamente ritiratosi ed immersosi nella preghiera, continua la propria battaglia nel chiuso del suo ritiro claustrale. Ma anche su questo argomento si cercherà di tornare in un approfondimento a parte.
Dinnanzi ad uno scenario così drammatico – e molti altri sarebbero i punti da toccare – , l’uomo e la donna della Tradizione non possono che, ancora una volta, puntare tutto sulla formazione di sé, sulla grande guerra santa, quella interiore. Non è tempo per piccole guerre sante, per interventi su media-grande scala nel mondo esterno, in ambiti microcosmici, sociali, geopolitici.
E necessario, mai come adesso, attraverso un’opera di continua ed incessante collaborazione reciproca, mantenere attivo e vitale un vero e proprio microcosmo operoso, costituito da una rete di comunità militanti organicamente strutturate, unità operative snelle quanto efficaci, rigorosamente apolitiche (o, per meglio dire, metapolitiche: nel panorama odierno non c’è ormai più spazio per un impegno politico in senso stretto che possa anche solo lontanamente far prefigurare un rovesciamento dello status quo, unrevolvere nel senso tradizionale dell’espressione, come ben comprese l’Evola di Cavalcare la Tigre oltre cinquant’anni fa). Vere e proprie piccole enclaves dello spirito, isole di salvaguardia, queste comunità militanti dovranno rappresentare un esempio vivente e pulsante, un faro nelle tenebre del mondo contemporaneo, nella fedeltà e nel comportamento dei suoi membri, che dovranno incarnare in sé stessi i principi tradizionali, al fine di vivificarli e tramandarli concretamente non solo con le opere (convegni, conferenze, pubblicazioni, ecc.) ma anche e soprattutto con l’esempio quotidiano.
La forza simbolica dell’immagine spesso ricordata da Mario Polia, quella di Enea in fuga da Troia in fiamme, con il padre Anchise sulle spalle, i Penati in mano ed il piccolo Ascanio al seguito, è al riguardo fondamentale: ogni militante dovrà caricarsi sulle spalle il peso della Tradizione, cercare di esserne incarnazione quotidiana nel miglior modo possibile, tenendone il testimone o la fiaccola ideale ben salda in pugno, al fine di trasmetterla intatta alle generazioni future. Un compito difficile, ma necessario; da svolgere, come insegna la Tradizione, impersonalmente, tenendo presente che non potranno né dovranno esserci vantaggi, premi, frutti, tornaconti personali, ma semmai oneri, difficoltà, responsabilità: “Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi, siate dunque prudenti (phroninoi in greco) come i serpenti e semplici (akéraioi) come le colombe” ammoniscono i Vangeli (Matteo 10, 16). Prudenza, intelligenza, saggezza, da una parte (concetti che si ricavano dal sostantivo greco evangelico phroninos); purezza, integrità, il rimanere intatti, illesi, incolumi e privi di “contaminazione” (concetti derivati dal greco akéraios), semplicità dall’altra: le armi di chi deve combattere sull’estremo limite del nulla, senza mai abbassarsi al livello dell’avversario che si cerca di combattere.
“A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà chiesto molto di più”, si legge ancora nei Vangeli (Luca 12, 48): c’è una grande differenza tra dare (didomi greco usato nel testo evangelico) materialmente qualcosa, ed affidare (para-tithemi greco) un compito: tutti coloro cui sia stato affidato il compito di preservare e tramandare i precetti della Tradizione, ed ai quali sono state fornite le relative capacità per farlo, sono chiamati a compiere questo dovere: chi se ne sarà astenuto senza motivo, sarà chiamato a risponderne. D’altronde, come sappiamo bene, militia est vita hominis super terram.
E ricordiamo, ancora, le celebri parole di Evola, che rievocano l’idea di un dovere di cui i chiamati nell’epoca attuale non riusciranno a vedere i frutti materiali, ma che dovrà comunque essere portato a termine: “Difendere un ideale e tenere le posizioni anche se dovessero essere posizioni perdute – o per meglio dire: anche quando dovesse essere problematico che coloro che ancora rimarranno a vegliare durante la notte possano incontrare coloro che appariranno nel nuovo mattino”.
Qualche ultima parola sia consentita, in questo contesto di “battaglia” ad oltranza, per ricordare Nadia Sala, un’indomita guerriera che ha raggiunto da poco tempo, lungo le vie che solcano i Campi Elisi, le sue amiche ausiliarie ed i suoi amati combattenti, in memoria dei quali è rimasta in silenzio per tanti anni, subendo con serena pazienza il peso delle ingiustizie e delle menzogne imposte dai meschini gendarmi della memoria d’ogni colore e d’ogni latitudine. Posso dire di aver avuto l’onore di vedere la signora Nadia in una serata di marzo del 2012, presso Raido, mentre in compagnia del grande combattente Stelvio Dal Piaz rievocava tante vicende, spesso dolorose, della loro esperienza di lotta coraggiosa e senza compromessi. Ricordo in particolare, come scrissi all’epoca, il suo viso ancora da ragazza, fresco, trasparente, sorridente, come se il tempo non fosse passato; la sua ironia, la gioia, l’ardore che la rendeva immune da ogni scalfittura, da ogni tentativo di cancellarne l’onore, la dignità ed il coraggio, rimasti intatti, preservati da ogni macchia.
In un mondo in cui ci viene chiesto di sapere tutto della Belen o della Lady Gaga di turno, di conoscere ogni dettaglio della patetica storia di un’Amanda Knox qualsiasi, diventata per tutti  “Amanda”, quasi fosse l’amica della porta accanto, bisogna rivendicare sdegnosamente e fieramente d’aver potuto conoscere la militanza e l’esempio d’un’intera vita, quella dell’ausiliaria Nadia Sala, e di tanti altri fieri ragazzi e ragazze, uomini e donne che hanno saputo lottare fino alla fine senza cedere di un centimetro.Ubi maior, minor cessat.
Paolo G. (fonte: AzioneTradizionale.com)

mercoledì 31 luglio 2013

AUSILIARIA NADIA SALA: PRESENTE!




Ieri, l'ausiliaria Nadia ha raggiunto la casa di Dio, ha riabbracciato le sue camerate ausiliarie e tutti i combattenti R.S.I. che l'hanno preceduta. 
Un esempio di Donna tra le rovine, costante riferimento per la nostra comunità. 
Il seme del suo esempio lascia tra noi frutti belli, rigogliosi, eterni. 
Sentiamo il tuo vigore, vediamo i tuoi occhi di fuoco, il tuo sorriso vittorioso, Nadia: ti sentiamo vicina fianco a fianco, come sempre, nella lotta! 
Potremo onorarti soltanto non arrendendoci mai, come ci hai insegnato a fare tu!

martedì 4 giugno 2013

RSI - L’UNICA E VERA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA [recensione]

Domenica 2 giugno a Civitavecchia, in concomitanza con la fasulla festa della Repubblica fondata sull’usura, la comunità di Azione punto Zero ha voluto riconfermare la sua adesione alla Repubblica Sociale Italiana, in difesa di Verità e Giustizia. Lo si è fatto incontrando le persone che la Repubblica Sociale l’hanno creata, vissuta e fino all’ultimo, difesa. Presenti molti combattenti, un caro saluto viene rivolto in special modo ad Antonio Pedrini, impossibilitato a raggiungere la sala. Molti, coloro che sono giunti da Roma, Santa Marinella, Cerveteri e Civitavecchia. Da ricordare la presenza dei camerati del Fascio Etrusco e di alcuni esponenti di Socialismo Nazionale. Simili appuntamenti, che anche questa volta ha avuto luogo come di consueto presso l’Ultimo Avamposto, rappresentano per noi delle occasioni uniche per rinsaldare il legame con i Combattenti e riaccendere il fuoco, che il mondo moderno tenta si spegnere ogni giorno, con le scintille che hanno alimentato questi uomini affinché l’onore dell’Italia non fosse andato perduto.

Dopo i saluti iniziali del responsabile di Azione punto zero e una breve introduzione per rinnovare l’importanza e la funzione dell’incontro - che non doveva essere inteso come una celebrazione sterile del passato, né come una discussione in cui perdersi in ciance - la parola è passata subito a Stelvio Dal Piaz che ha spinto a riflettere sui paradossi dell’attuale ordinamento costituzionale e sui fini ambigui di coloro che l’hanno creato. Infatti, molti sono coloro che ancora continuano a credere che l’Italia abbia vinto la guerra, nonostante il bombardamenti a tappeto del Paese e il Trattato di pace inizi per ogni  frase con “L’Italia rinuncia a…” . A ciò si aggiunge il fatto che la Costituente, istituita nel 1946, non poteva in alcun modo introdurre una normativa che non fosse vagliata dagli anglo-americani e che potesse scontrarsi con l’ideologia dei vincitori. Per concludere, Dal Piaz ha sottolineato di essere onorato in qualità di fautore della Delegazione del Lazio del Raggruppamento RSI (che svolge l’importante funzione di mantenere il contatto tra i militanti di oggi ed i Combattenti). Inoltre ha scandito, come lo scoprirsi uniti a combattere sullo stesso fronte sia ora più che mai di fondamentale importanza, visto che la crisi di una democrazia che ha palesemente fallito tenderà ad attuare un opera di sempre maggiore soppressione di quei movimenti che vorranno ribellarsi al sistema. Egli ha come sempre ribadito come i Combattenti si sentano tuttora “in trincea” perché durante tutti questi anni non hanno mai perso la fede nei Valori Sacri ed eterni, e con essi non hanno mai perso la speranza di un risveglio di quelle potenzialità che gli Italiani portano nel cuore, per la difesa della amata terra natia.

A seguire, Roberta Di Casimirro ci ha ricordato come nell’armistizio firmato da Badoglio non ci fosse alcun riferimento ad una ipotetica liberazione ma che la motivazione di fondo del vile atto, fosse solo ed esclusivamente quello di sottrarsi dalla guerra scendendo a patti col nemico. La Dottoressa Di Casmirro ha poi affermato (partendo da dichiarazioni di persone che giungono persino a negare l’esistenza delle Foibe) come nell’Italia spaccata in due, la parte traditrice attaccasse, e attacchi tutt’oggi, la propria Patria senza alcun appello a Valori autentici ma utilizzando falsità e ipocrisia come mezzo per infangare la propria gente. Solo più tardi, la macchina propagandistica degli alleati trasformò la guerra contro l’Italia in una guerra di liberazione, sì, ma da se stessa! Il Prof. Mario Michele Merlino e il Combattente Mario Cohen, hanno infine chiuso la serie di interventi di riflessione invitandoci a uno studio approfondito di quella che è la nostra storia e sulle nuove sembianze assunte dalla sovversione nell’attuale mondo moderno. Il movimento che caratterizzò la RSI fu infatti avanguardia che seppe sempre analizzare il mondo circostante e agire di conseguenza facendosi trovare sempre pronto senza rimanere radicato in forme ormai superate, ancorate al passato e nostalgiche. Il professor Merlino ha posto l’accento sul fatto che sui libri di storia d’oggi, tutto è falsato e mistificato e le porte per approcciarsi alla Verità sono oramai poche, in un’informazione totalmente manipolata dalla Sovversione ed inquinata dalla falsità dei vincitori. Il combattente Cohen in un intervento molto appassionato, dopo essersi immerso nel ricordo del momento dell’annuncio della resa, non ha esitato ad esaltare questi incontri. Essi, sono simbolo di quella lotta di cui loro si sono presi carico, attraversando sofferenze immense. Grazie a loro, ancor oggi la lotta vive nel cuore di giovani che non vogliono vedere un’Italia schiava e succube delle infami e assassine democrazie. Fondamentale quindi, per Mario Cohen, è il lavoro che svolgono i militanti. Con lo sforzo quotidiano, attuando per mezzo di saldi valori, quei Principi in grado di contrastare e arginare la marea montante del mondo moderno

In conclusione, il momento più importante della giornata. Ha avuto luogo la trasmissione del testimone e il riconoscimento simbolico da parte di Stelvio Dal Piaz - a nome di tutti i Combattenti R.S.I. -  al responsabile di Azione Punto Zero –  in rappresentanza di tutti i militanti della Continuità Ideale - affinchè la neonata Delegazione del Lazio possa operare con legittimità a difesa dei 18 punti di Verona e per l’affermazione degli ideali della Repubblica Sociale Italiana. Questo simbolico gesto, non solo onora ma fa sentire ancora di più la responsabilità donataci: è attraverso la tenuta nel tempo della nostra militanza, che si sente il dovere di continuare l’azione di trasmissione dell’immensa eredità del fascismo repubblicano. Seguendo il solco di quei sacri valori, marciamo compatti  per l’onore dei combattenti della Repubblica Sociale Italiana.

Dopo i ringraziamenti e i saluti finali è seguito il pranzo legionario, occasione per parlare e conoscersi meglio anche con chi è arrivato da lontano o magari è venuto per la prima volta ad un simile appuntamento, familiarizzando in uno spirito comunitario e condividendo questo momento di gioia.

La Delegazione Laziale del Raggruppamento può essere raggiunta alla mail: rsilazio@gmail.com, a breve realizzeremo una pagina su facebook e creeremo un blog e una mailing list per tenere aggiornati tutti i sostenitori.


sabato 27 aprile 2013

per l'Onore d'Italia!


“PER L’ONORE D’ITALIA!”
Al Campo della Memoria ricordati i caduti della Repubblica Sociale Italiana


In occasione del 68° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale (2 Maggio 1945), l’Associazione Combattenti Decima Flottiglia MAS – RSI ha organizzato una manifestazione al Sacrario dei Caduti della RSI di Nettuno in ricordo di tutti i caduti della Repubblica Sociale Italiana.
Numerosi i partecipanti, in gran parte giovani, accompagnati dagli ultimi reduci che, proprio sul Fronte di Nettunia, iniziarono la loro “avventura” per riscattare l’Onore d’Italia. Numerose anche le delegazioni ufficiali partecipanti alla manifestazione che hanno inviato i loro rappresentanti: i Volontari di Guerra, gli Arditi d’Italia, l’Opera Nazionale Caduti Senza Croce, l’Ordine dell’Aquila Romana, i Paracadutisti d’Italia, i Reduci e Rimpatriati d’Africa e la Fondazione della RSI – Istituto Storico di Terranuova Bracciolini (AR).
La Santa Messa in latino, in rito tridentino, è stata officiata da un Sacerdote della Fraternità San Pio X di Albano.
Al termine della cerimonia è stato fatto l’appello dei caduti. La manifestazione si è sciolta sulle note della Preghiera del Legionario e con l’impegno di tutti i presenti di rinnovare nei cuori l’amore per l’immortale Patria italiana, fedeli alla consegna affidataci dai reduci.

Lemmonio Boreo

lunedì 25 marzo 2013

Incontro con i Combattenti della RSI – Civitavecchia 24 Marzo 2013











“23 marzo | 1919 – 2013. Dopo più di 90 anni ai cialtroni democratici diamo ancora filo di torcere. Rifacendoci direttamente o indirettamente, attualizzandone il messaggio, alle origini della rivoluzione fascista. Nel mondo una cosa del genere non si è mai vista. Il nostro sorriso e' la vostra sconfitta, il nostro stesso esistere, il vostro terrore, avanti per la Rivoluzione!”

All'insegna di questo incipit, l’incontro di ieri con i combattenti della Repubblica Sociale Italiana si è dimostrato ancora una volta un momento imprescindibile per fare il “pieno” di quelle energie solari indispensabili per coloro che con audacia continuano ad essere impegnati nella guerra latente contro la sovversione. Appuntamenti di questo genere, non sono, come abbiamo già ripetutamente ribadito, commemorazioni passiste in salsa nostalgica, bensì virile affermazione di quei principi eterni che hanno caratterizzato il vivere di quella generazione di italiani che, di fronte al tradimento dell’8 settembre, ha risposto saldamente con la fedeltà e il sacrificio per l’Idea. Ore 11 di domenica mattina, quasi cinquanta persone, aria primaverile al solito “ultimo avamposto”: si tarda un po’ ad iniziare perché i Combattenti e l’ausiliaria Gina presenti, dispersi nella sala, si perdono piacevolmente e comprensibilmente in un lungo buongiorno e nello scambiarsi reciproci saluti. Dopo non molto, però ecco tutti accomodati sulle sedie,  dietro al tavolo, da “relatori” rimangono solamente tre persone, anche se lo spirito con la quale essi si sono rivolti ai presenti era quello, come solitamente avviene in occasione come queste, di una riflessione tranquilla e discorsiva, quasi una chiacchierata, ma con spunti e temi che toccano sempre l’essenziale, il semplice e il vero. Ovviamente il primo ringraziamento è andato a tutti coloro che hanno confermato la loro presenza e in special modo ai Combattenti: Pedrini, Dal Piaz, Lazzarotto, Cohen, Niglio ed all’Ausiliaria Romeo, agli ospiti di Roma e della Toscana, nonché ai molti ragazzi presenti.
Una piccola, ma come sempre, precisa e diretta introduzione di Massimiliano - come responsabile di Azione Punto Zero, ha ricordato l’importanza di questi momenti al fine della trasmissione della memoria storica e di quel sentire, fondato nel tempo dall’onore, la fedeltà, la fratellanza, di coloro che nel momento del dovere verso la Patria non si sono tirati indietro. Subito dopo i saluti di rito, a cura di Dario della comunità militante, è seguita invece, una breve presentazione della nostra azione (chi siamo e le attività che svolgiamo, dove operiamo, etc) a cui subito è seguito un appassionato intervento del Professor Mario Merlino, rigorosamente senza microfono.

Il Prof. Merlino ha ricordato la comunanza aristocratica nello spirito, di coloro che fanno propri i principi della Tradizione e che per tale natura non possono che essere una minoranza, elitaria, con il dovere di guidare i destini di un Popolo. Con quel modo tutto suo, canzonante e provocatorio all’apparenza, in realtà esaustivo ed essenziale il Prof. Merlino ha analizzato quella che è la vera storia, ripercorrendo attraverso citazioni e frequenti collegamenti a opere filosofiche e letterarie, quelli che sono i punti cardine di un fascismo capace di imporsi e dare, avendo alla radice determinati valori  e una determinata organicità complessiva dello Stato. Non solo, esso sa dare  un futuro ai giovani, esaltandone le peculiarità singole, a vantaggio di un bene comune. Patrimonio che, grazie a chi ha lottato e non ha ceduto alle lusinghe di un diabolico e camuffato mondo democratico, ha permesso la trasmissione generazionale e la continuità dell’Idea, e della fede in essa.

A seguire è intervenuto il combattente Stelvio Dal Piaz che è solito rivolgersi agli ascoltatori in piedi, accompagnando con il corpo il suo intervento, ma che  stavolta è rimasto per forza di cose, “legato” alla sedia. Non per questo le sue parole sono risultate meno incisive, anzi. Ha tenuto ad essere presente all’incontro e per questo gliene siamo grati.  Nel suo intervento, ha esposto con uno stile schietto le ragioni dell’attuale stato caotico dell’Italia partendo, questa volta, dalle contraddizioni giuridiche della stessa Costituzione del 1947, tra l’altro modificata più di sessanta volte nel corso degli anni a dimostrazione del suo effimero e limitato valore temporale. Preso come non mai da uno sconforto misto a rabbia per lo squallore e la miseria di una società finta,  costruita su un castello di carte e fondata sulla menzogna ed il ricatto, ha esposto attraverso un’analisi e una critica di alcuni articoli della costituzione le evidenti contraddizioni di un sistema liberal-democratico fondato sul falso.  E proprio il tentativo di un totale soffocamento e una eliminazione definitiva di tutto ciò che era il Fascismo o che solo lo ricordava , secondo Dal Piaz, ha generato  la scintilla di chi, sentendosi morire soffocato, ha “serrato i ranghi” e mantenuto fieramente la posizione, non cedendo di un millimetro al cataclisma democratico dei partiti destinato ad affievolire e intorpidire gli animi. Di contro ad un’analisi pessimistica della modernità, Stelvio contrappone la luce vivida della speranza riposta nei giovani appartenenti alle varie comunità sparse per l’Italia e nella consapevolezza che le sofferenze dei Combattenti, i loro patimenti sono serviti a passare il testimone della Verità. Essa a portata di mano ma è destinata solo a chi apre il cuore ed è in grado, attraverso il sacrificio, la fratellanza, la semplicità di far prevalere il giusto e l’ordine, di contro al falso e al caos oramai regnanti. Proprio la consapevolezza di stare dalla parte del Vero è la certezza che il giorno del giudizio in cui la maschera  democratica verrà giù, sarà il momento della vera Libertà. La conferenza si è conclusa con un intervento a sorpresa di un altro combattente della RSI, Mario Cohen, che ha proposto ulteriori argomenti di riflessione su quella che una volta era l’Italia della Repubblica Sociale.

Dopo i ringraziamenti finali del responsabile di Azione Punto Zero è seguito un pranzo legionario che ha consentito ai presenti di familiarizzare e di condividere in uno spirito comunitario questo importante momento di gioia. Tra chiacchiere, risate e brindisi, per concludere piacevolmente una domenica simbolo di congiunzione, comunione e continuità generazionale. La catena, nonostante gli svariati tentativi di rottura è ancora salda, la congiunzione tra coloro che hanno resistito e coloro che animano la speranza di una rivolta è sempre forte, e momenti di ritrovo come questi garantiscono che è possibile trovare una via forte e sicura per la battaglia contro la marea di fango montante. Siamo inoltre rimasti colpiti dal fatto che chi ha passato una vita senza mollare un centimetro, riponga fiducia e speranza in comunità come la nostra.. e quindi noi possiamo garantire che non molleremo e continueremo giorno dopo giorno, sacrificio dopo sacrificio a sottrarre energie alla macchina gigante e inarrestabile della modernità, per la riaffermazione della Verità e della Giustizia che possono essere espresse solo attraverso le nostre idee e i nostri simboli.

“La nostra forza nasce dall'essere la verità, la loro paura nasce dall'avere la menzogna”
Stelvio Dal Piaz

Hanno dato la vita per noi, per la nostra dignità, per poterci far camminare a testa alta. Probabilmente ci hanno immaginato nel loro ultimo sospiro prima di essere uccisi da un plotone di esecuzione. Abbiamo il dovere di essere all'altezza del compito. Mai con la democrazia liberal-capitalista, mai con il sistema dei partiti! Onoriamo i Combattenti con la presenza, con la gioia della militanza facciamo vedere loro, che c'è ancora chi ha voglia di restare in piedi in un mondo di rovine e che non hanno lottato invano … 
Azione Diretta > AzionePuntoZero

giovedì 21 marzo 2013

Domenica!

Onoriamo i Combattenti con la presenza..
Facciamo vedere loro con la presenza che c'è ancora chi ha voglia di restare in piedi in un mondo di rovine,
e che non hanno lottato invano ..

azione diretta.....
AzionePuntoZero!


martedì 5 marzo 2013

Non prendere impegni per domenica 24..incontro con i combattenti dell'Onore!

Il 24 marzo a Civitavecchia incontro con i combattenti: Pedrini, Lazzarotto, Cohen, Dal Piaz, Niglio.
Breve conferenza e incontro conviviale presso l'ultimo avamposto.
Ulteriori dettagli in futuro.

lunedì 26 novembre 2012

Incontro con i Combattenti RSI [recensione]




Domenica 25 novembre la comunità militante di Azione Punto Zero ha organizzato un incontro con i Combattenti della Repubblica Sociale Italiana al quale hanno partecipato anche i sostenitori e i simpatizzanti provenienti dal comprensorio e da Roma. Data prescelta quella dell’anniversario della proclamazione dello Stato Nazionale Repubblicano in RSI. Una occasione importante quindi, affinché venga mantenuto vivo, lo spirito e l'Idea per cui quegli Uomini – in un mondo che sprofondava nelle rovine morali e materiali - presero un arma in mano, senza sapere cosa avrebbe riservato loro il Destino. Il dovere era quello di opporsi al dilagare di un mondo in cui la scala di valori, senza troppe speculazioni teoriche, stava sgretolandosi davanti agli occhi e di cui oggi, possiamo vederne i venefici effetti, guardandoci intorno.
Per l'occasione, ha retto le redini della conversazione, un infaticabile Combattente: Stelvio Dal Piaz. La Fiamma Bianca che per senso del dovere, sacrificio e presenza costante, in numerose manifestazioni dalle Alpi alla Sicilia, fa vergognare tanti giovani che si riempiono la bocca di belle parole, senza muovere il culo da davanti ad un pc, dove cliccano un “parteciperò” che non vedrà mai una concretizzazione fuori da facebook. Dopo una piccola introduzione dei responsabili di Azione Punto Zero, che hanno presentato le attività svolte e i motivi per i quali ritengono importanti questi consueti incontri - alla presenza dei Combattenti, Pedrini, Lanzarotto, Niglio e De Saraca – Stelvio, con la tempra di sempre, senza mai cadere in un senso di vuoto folclore o di nostalgia retorica, ha spiegato con rara lucidità, le ragioni della funzione della RSI ed il motivo per il quale è importante battersi contro la democrazia liberal-capitalista che ha completamente fallito il raggiungimento dei suoi presunti obiettivi.
Con rigore e precisione, saltando dalla storia, alla politica, passando per l’economia e l’arte, Dal Piaz ha trasmesso ai presenti, la concezione elitaria della res publica così come il senso dello Stato scaturito dalla concezione fascista. Un orizzonte che, anche se sembra lontanissimo alla luce dello disfacimento attuale perpetuato dalla liberal-democrazia, è una realtà immortale per l’uomo del nostro schieramento.
Data la carica di vitalità e di energie che tale appuntamento ci ha trasmesso - ma anche la gratitudine di fronte a simili uomini che hanno lottato per l'Idea, mantenendosi a tutt’oggi in piedi tra le rovine, oggi possiamo guardare al passato ed al presente con orgoglio. A tale proposito, invitiamo tutti coloro che conoscono altri combattenti RSI a mettersi a disposizione e di adoperarsi, per dedicare loro del tempo, oltre che attivarsi per invitarli, accompagnarli e assisterli. Sempre.
Come ultima attività, presso l’Ultimo Avamposto, luogo che ci accoglie sempre con cortesia e dalla cucina eccezionale, l’incontro si è concluso con un pranzo legionario. Un momento ludico che rappresenta sempre un buon viatico per l’arrivederci al prossimo incontro che si terrà a Gennaio. I debolucci di spirito se ne stiano a casa o si attestino sulle prossime elezioni, gli occhi dei Combattenti e i nostri guardano già a quella che sarà la nostra Europa. L’anello generazionale non si spezza, azione diretta, azionepuntozero!