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giovedì 25 luglio 2013

Intorno al “Buon Sabato Fascista”

Sempre più spesso, a mezzo facebook, sms, tweet e chi sa inventare mezzi inventi, ci giungono gli auguri per un “buon sabato fascista”. Ciò, ci lascia piuttosto sorpresi perché alla pari degli auguri, sono connesse frasi sconclusionate su party, foto dal mare o dalla piscina, piuttosto che cartoline da paesaggi ameni o confortevoli. Al tempo stesso, i cosiddetti auguri del buon sabato fascista, quasi mai sono coniugati ad attività da buon sabato, figurarsi poi se fascista. La sensazione che si tratti di uno degli ammennicoli della nuova destra ignorante, è forte. Prima delle considerazioni di merito però, per i meno ferrati, occorre specificare nascita e funzione del “Sabato Fascista” - in poche righe, è estate, nessuna lungaggine.

Il Sabato Fascista – nel quadro delle più ampie riforme sociali e del lavoro volute dalla rivoluzione fascista - fu istituito nel ’35 per associare ai cinque giorni dedicati al sostentamento economico, metà giornata “per poter svolgere le attività di carattere addestrativo prevalentemente premilitare e postmilitare e altre di carattere politico, professionale, culturale, sportivo del popolo.” Un appuntamento dunque con l’amor Patrio, per coltivare nella Nazione italiana, che si affacciava sui grandi scenari della storia, l’educazione nello Stato, la dedizione allo Stato. Un giorno o metà, alla propria comunità più largamente intesa.  Cionondimeno fu istituito il Sabato Teatrale, per far approssimare in modo continuo e formativo le maestranze alle grandi opere. Del resto come  insegnato nel famoso slogan “Dio, Patria e Famiglia”, se la Domenica deve essere dedicata a Dio – alla dimensione spirituale - ed alla Famiglia, per rinsaldare i legami di sangue e comunitari, il Sabato doveva essere dedicato allo Stato. Non fa una grinza.

Per fare un parallelo, considerata la complessità della società moderna, sarebbe come se dopo una settimana passata al lavoro, prima di dedicarsi al culto – ognuno sa come regolarsi – e prima di dedicarsi alla Famiglia, si decidesse di destinare una parte del proprio tempo, delle proprie energie, delle proprie disponibilità economiche ad una comunità militante sul fronte di lotta. Qualunque essa sia, abbiamo già sottolineato in altri documenti che non ci preoccupiamo dell’insegna, per questo tipo di considerazioni. Il Sabato quindi deve essere in parte dedicato ad una comunità militante che generalmente organizza eventi, escursioni, trasferte, tiene la sede aperta etc etc. Non si può il sabato? Lo si faccia durante la settimana. Una porzione del proprio tempo, energia, contributi la si deve all'idea. Non lo si fa? Allora non si è fascisti. E’ come se ci si credesse un subacqueo, solo perché si è seduti sul bagnasciuga e si pensa alle immersioni. Ecco, questo è un po il profilo medio di chi ci augura il “Buon Sabato Fascista” e non ci piace, per niente.

Riteniamo quindi, nel concludere, che la paraculaggine moderna, trovi nella formula “Buon Sabato Fascista”, la via per il disimpegno, in sostanza per il non far niente, giustificato dall'aggettivo “fascista”,  perché si sa, fa tosti, inappuntabili, giustificati.

Invece no, dato che la coincidenza vuole che siano altre le culture nelle quali il Sabato “non si fa niente”, una riflessione in merito sarebbe opportuna. Ai postUMI, l’ardua sentenza! 

giovedì 2 giugno 2011

I combattenti e la Mistica Fascista [recensione]


Giovedì 2 giugno 2011: mentre l'italietta borghese del nuovo millennio festeggia in pompa magna la festa della sua repubblichetta schiava, scialba e caricaturale, a Civitavecchia – ospiti della comunità di Azione Punto Zero – la comunità militante di Raido e i molti ospiti pervenuti all'evento rendevano omaggio ai Combattenti dell’Onore, espressione di un esempio ben più alto e solenne di Repubblica, quella Sociale e Italiana, la RSI. L’incontro è stato onorato dalla presenza dell’Avv. Mario Niglio, Antonio Pedrini, Mario Cohen, Filippo Giannini, Stelvio Dal Piaz e dall’Ausiliaria Nadia Sala.

L’ottima l'affluenza, soprattutto giovanile, è stata il segno che l'esempio travalica le generazioni e le ricollega misticamente in un connubio ideale e cameratesco. Dopo una breve introduzione a cura del moderatore, il Responsabile di Azione Punto Zero, ha sottolineato l’importanza di un evento che è stato organizzato per essere un momento di riflessione e di incontro e non una semplice celebrazione nostalgica o ancor peggio folkloristica. “Chi racconta che siamo in uno condizione di pace è un bugiardo, così come chi ci vuol far credere che possiamo farcela da soli, tenendoci divisi, senza essere un gruppo o una comunità organizzata” questo l’incipit dell’intervento. Siamo in una  condizione di guerra perenne, tra le rovine, contro il mondo moderno e l'importanza che il passato, l'esempio e l'eredità rivestono nella nostra lotta, ha un carattere centrale. Di seguito la parola è passata ad un membro di Raido, il quale ha illustrato il perché questa comunità, grazie all'aiuto della casa editrice Il Cinabro, abbia voluto comporre una raccolta degli scritti di Niccolò Giani e perché si è interessata particolarmente all'istituzione della Scuola di Mistica Fascista.

Giani, facile intuirlo, fu il fondatore e l'animatore più intransigente della scuola di Mistica, fu colui che seppe istruire alla lotta e alla fede le generazioni più nobili della gioventù fascista ma fu soprattutto colui per il quale i fatti e le azioni contarono più delle sue parole o della sua penna. Penetrare quindi nelle motivazioni che hanno portato Raido a questo percorso di ricerca certosina non sarà certo complicato per chi ritiene ancora possibile una rettificazione in senso spirituale di questa società; una rettificazione possibile solo attraverso la rettificazione degli uomini che la compongono, una rettificazione che passa anche attraverso i grandi esempi della storia - come furono Giani e i suoi compagni - e come lo sono i numerosi Combattenti presenti a questo incontro, testimoni di quelli che furono le ignobili macchinazioni che portarono alla fondazione di questa repubblichetta serva degli interessi angloamericani, nata da tradimenti, infamie e ruberie.

La contrapposizione è tanto più netta quando la si mette di fronte alle severe parole del combattente Stelvio dal Piaz, relatore dell'incontro, che parla senza mezzi termini di un'Italia che dopo l'8  Settembre ha eretto la sua incoerenza a sacro vessillo e la sua laicità a canone. Un'Italia che è al suo punto più basso perché ha smarrito completamente il senso del Sacro, a fronte del nostro schieramento che fa coincidere solennemente la religione come politica ed ancor più la politica come religione, come appunto nella Mistica Fascista. Disconoscendo il significato della Fede, l'Italia post-bellica ha ritenuto doveroso diffamare e delegittimare gli Eroi per giustificare la codardia e l'incoerenza dei suoi epigoni. Ed ecco che l'esempio della Mistica torna oggi a rivivere con più forza dentro i cuori di chi è disposto ad essere un “provocatore” e non “uno del gregge”, un uomo che non scende a compromessi con il mondo moderno e che è militante 24 ore al giorno, di chi sa che si deve fare ciò che è giusto senza farsi domande sul risultato materiale o sul proprio tornaconto personale.

Infine le emozionanti parole dell'avv. Mario Niglio che hanno introdotto una lettera scritta da un condannato a morte della RSI, intrisa di senso eroico e di rara poesia legionaria. Un lascito spirituale ai reduci ed ai combattenti di una guerra materialmente perduta sul campo di battaglia ma non certo su quello ideale, un patrimonio da custodire preziosamente dai giovani militanti di oggi.

La giornata si è quindi conclusa con un ricco pranzo in un clima conviviale e cameratesco, protrattosi fino a pomeriggio inoltrato. Ringraziando ancora Azione Punto Zero e tutte le comunità intervenute, in special modo quella di Cerveteri, il prossimo appuntamento –  di tutt'altra tensione ma certamente da non perdere – è per l'11 giugno all’Agro Romano a Maccarese con “Comunitaria”, la festa delle comunità militanti, tra musica, birra, gastronomia, stand e tanto altro.

martedì 30 novembre 2010

MISTICA DELLA RIVOLUZIONE FASCISTA

Un’antologia che raccoglie i più significativi testi di Niccolò Giani, tra i massimi esponenti della corrente più radicale, oltranzista e universale del Fascismo, la Scuola di Mistica Fascista.
Questa antologia rappresenta la prima raccolta organica dei più significativi scritti di Niccolò Giani nel periodo che va dal 1932 al 1941. È, a nostro giudizio, il modo migliore per illustrare senza filtri la sua persona, il suo pensiero e la sua azione.
È un omaggio doveroso al testimone di quello che fu il Fascismo universale e intransigente che mai scese a compromessi con la “vita comoda”, al rinnovatore spirituale e politico di una intera generazione. Esempio di eroismo che, al di là della contingenza storica, seppe essere coerente con i propri principî vivendo l’ideale sino all’estremo sacrificio; quasi innalzando il Fascismo ad una categoria universale dell’essere, come fonte inesauribile di spiritualità cui innestarsi per fare la rivoluzione dell’uomo e del mondo.
Niccolò Giani, nato a Muggia il 20 giugno 1909, cadde sul fronte greco il 14 marzo 1941, nello slancio del combattimento, trasfigurato ormai nell’eroismo muto. Dimostrò con la vita affermata oltre la morte, l’armonia tra pensiero e fede, la continuità tra dottrina ed azione, e della autentica Rivoluzione rimane il puro rappresentante della giovinezza nuova: per questo il suo esempio sarà il seme fecondo dell’aspro cammino di domani. Seppe con l’azione indicare la strada, con l’intransigenza insegnare l’esempio.
I «tesserati» furono i suoi avversari. Contro di essi combatté, contro cioè i falsi, i presuntuosi, gli esibizionisti, i retorici, gli arrivisti; contro coloro, insomma, che considerarono la Rivoluzione come atto di ordinaria amministrazione, sfruttabile per fini personali.
Antologia di scritti, 1932-1941, pp. 268, euro 15,00, ed. Il Cinabro

INDICE:
Saggi introduttivi:
- Luca Leonello Rimbotti: Mistica Fascista. L’ordine della Milizia sacra
- Maurizio Rossi: La Mistica Fascista dell’Uomo Nuovo. Tra milizia politica e metapolitica la scuola rivoluzionaria del Fascismo
* * *
Introduzione:
- Fernando Mezzasoma: Niccolò Giani discepolo di Arnaldo
* * *
Decalogo dell’Uomo Nuovo
La marcia ideale sul mondo della Civiltà fascista
Generazioni di Mussolini sul piano dell’Impero
Civiltà fascista civiltà dello spirito
Aver Coraggio
A difesa dell’Europa
Fuori
La mistica come dottrina del fascismo
Le due Europe
Mistica del fascismo, Corporativismo e Autarchia
Il Centro di preparazione politica per i giovani.
Fucina di Campioni della Rivoluzione
Valore primordiale del “Covo”
I soliti imbecilli
L’equivoco
Perché siamo dei mistici
Il volto della guerra
Testamento spirituale al figlio
Niccolò Giani: Presente!

Per contatti e giornalisti interessati al libro: ufficiostampa@ilcinabro.it
Per le comunità, sezioni, librerie, circoli che intendano concordare la presentazione del libro: libreria@raido.it (Si sta predisponendo il calendario nazionale da Gennaio 2011,è perciò preferibile segnalare eventuali disponibilità fin da subito).
Per le comunità, sezioni, librerie, circoli, che intendono prenotare copie del libro con lo sconto rivenditori: distribuzione@raido.it
Per acquistare il libro: cliccare qui