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mercoledì 19 agosto 2015

Anniversario della battaglia delle Termopili


Oggi l'anniversario della battaglia delle Termopili, svoltasi nell'agosto del 480 a.C. 

Un' eroica resistenza, frutto del ferreo addestramento di una società che forgiava guerrieri e disprezzava i parolai...

Onore a Sparta!



"Non cedere agli impulsi emotivi, alla "katalépsis", l'invasamento, che intorbida l'azione; Strenuo controllo nel patire e limpida purezza nell'agire: a questo fine tende la disciplina spartana, a creare un uomo superiore, un "uomo differenziato", costantemente "compos sui", capace di vivere e morire aderendo in tutto ad una norma superiore"



Il fuoco di Sparta, documenti per il Fronte della Tradizione, Ass. Culturale Raido

domenica 26 luglio 2015

Evita Perón [ in memoriam ]


"Infine, voglio che tutti sappiano che se ho commesso qualche errore l'ho commesso per amore e spero che Dio, che ha sempre letto nel mio cuore, non mi giudichi per i miei errori, per i miei difetti e per le mie colpe che sono state molte, ma per l'amore che consuma la mia vita.
Le mie ultime parole sono le stesse dell'inizio: voglio vivere in eterno con Peron e con il mio popolo.
Dio mi perdonerà se preferisco restare con loro, perchè anche lui è dalla parte degli umili, e io ho sempre visto, in ogni "descamisado", un po' di Dio, che mi chiedeva quel poco di amore che mai gli ho negato."

Evita Perón, 26/07/1952 - 26/07/2015

domenica 5 maggio 2013

La tua lotta, un esempio che lascia un segno eterno. Ciao Bobby

Ricordiamo Bobby Sands: la grandezza di chi ha saputo lottare fino in fondo e in condizioni disumane, per la propria Nazione. 
Riposa in pace nel paradiso degli Eroi, il tuo esempio rimane scolpito nella pietra, per sempre.

"(...)Subito dopo la sentenza ci fu una rissa e Bobby, persi anche i 6 mesi di remissione della pena, fu condotto nelle celle d'isolamento della prigione di Crumlin Road e poi trasferito nei tristemente famosi H-Blocks del carcere di Long Kesh (8 blocchi di cemento armato all'interno dei quali erano rinchiusi i prigionieri repubblicani; isolati gli uni dagli altri, i blocchi finivano per formare una lettera H). Qui già da alcuni mesi centinaia di prigionieri repubblicani stavano conducendo la "blanket protest": per protestare contro la mancata concessione dello status di prigionieri politici i reclusi rifiutavano d'indossare le divise carcerarie e di adeguarsi alle regole dell'istituto di pena. Dal marzo ‘78 essi passarono alla "dirty protest", rifiutando di lavarsi, radersi e tagliarsi i capelli, svuotare i buglioli contenenti i propri rifiuti organici. Le loro celle divennero così delle squallide latrine. Anche in carcere la personalità di Bobby non tardò ad affermarsi; di nascosto egli scrisse con un refill di penna biro sulla carta igienica una serie di resoconti, che poi furono raggruppati nel suo mitico diario intitolato: "Un giorno della mia vita". L'insegnamento del gaelico, che aveva non solo lo scopo di riaffermare prepotentemente l'identità irlandese ma anche quello di non farsi capire dai secondini, divenne una delle sue principali attività. Finchè nel 1980, per scuotere l'opinione pubblica relativamente alle 5 richieste fondamentali dei prigionieri (diritto ad indossare i propri vestiti e non l'uniforme carceraria; diritto a non essere costretti al lavoro carcerario; diritto alla libera associazione con gli altri prigionieri durante l'ora d'aria; diritto ad una visita e a una lettera o a un pacco la settimana; diritto alla riduzione della pena, come previsto per i detenuti comuni), Bobby decise insieme ad altri 7 camerati di avviare la più estrema delle proteste: lo sciopero della fame . Dopo 53 giorni di digiuno, convinti di aver trovato un accordo, i combattenti irlandesi decisero di sospendere la protesta; ma dopo l'ennesima rottura delle trattative con il governo inglese ripresero la lotta l’1 marzo ‘81. Mentre era già al 40° giorno di sciopero della fame, Bobby riuscì a farsi eleggere deputato di Westminster nelle elezioni suppletive del 9 aprile, indette per assegnare il seggio vacante della circoscrizione Fermanagh/South Tyrone: 30.492 voti contro i 29.046 dell'avversario, malgrado la propaganda unionista sostenesse che votarlo avrebbe significato appoggiare il terrorismo e la violenza. Purtroppo la gioia per questo evento memorabile durò poco: alle 01.17 del 5 maggio 1981 l'On. Bobby Sands morì. Si era scontrato con la "fermezza" aguzzina del premier britannico Margareth Thatcher, che definì Bobby e i 9 martiri che seguirono la sua sorte "criminali". Lo sciopero della fame si concluse ufficialmente il 3 ottobre ‘81: 2 giorni dopo Londra soddisfò tutte e 5 le richieste dei prigionieri repubblicani…"
fonte: Alternativa Antagonista Verona

"Sono un prigioniero politico. Sono un prigioniero politico perché sono l’effetto di una guerra perenne che il popolo irlandese oppresso combatte contro un regime straniero, schiacciante, non voluto, che rifiuta di andarsene dalla nostra terra. Io difendo il diritto divino della nazione irlandese all’indipendenza sovrana, e credo in essa, così come credo nel diritto di ogni uomo e donna irlandese a difendere questo diritto con la rivoluzione armata. Questa è la ragione per cui sono carcerato, denudato, torturato."




venerdì 26 aprile 2013

CHERNOBYL - 27 anni dopo


CHERNOBYL - L'anniversario scomodo per i nuclearisti, mentre ancora ci stiamo chiedendo se la nube nucleare che ci ha invaso ha qualche relazione con una parte dei tumori che stanno progressivamente assumendo un numero mostruoso.
KIEV (UCRAINA) – Per non dimenticare la tragedia nucleare di Chernobylm, per il 27esimo anniversario decine di persone hanno acceso candele a Kiev.
Il 26 aprile del 1986, un test “di sicurezza” portò all’esplosione e all’incendio del reattore numero 4 nella centrale nucleare di Chernobyl in Ucraina.
Il rilascio della radioattività, pari a centinaia di volte di quello delle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki, ha coinvolto più di 5 milioni di persone e interessato oltre all’Ucraina, anche la Russia e la Bielorussa.
Dopo 27 anni, nelle aree vicine anch’esse fortemente contaminate dal fallout radioattivo, continuano a vivere sotto lo sguardo indifferente di istituzioni locali e comunità internazionale, migliaia di persone: le aree abbandonate che si trovano a circa 30 chilometri dalla centrale, si stanno addirittura ripopolando. Il rischio di ammalarsi, per tutti quello che vivono in queste aree, è altissimo: la loro aspettativa di vita è invece bassissuma.
Nel solo villaggio di Gden, a 15 chilometri dalla centrale di Chernobyl, oggi abitano 250 persone tra cui 25 bambini. Ogni giorno bevono l’acqua e mangiano prodotti agricoli contaminati.

domenica 10 marzo 2013

TIBET SARAI LIBERO!

Il 10 marzo 1959 il risentimento dei tibetani, dal 1950 sotto il giogo della repressione cinese, sfociò in un’aperta rivolta popolare. L’esercito di Pechino stroncò la rivolta nel sangue: 87.000 civili tibetani furono uccisi e migliaia furono incarcerati. Il Dalai Lama fu costretto a lasciare il Tibet e chiese asilo politico in India.


Tibet, una voce della Tradizione che urla contro al mondo, 
attraverso le autoimmolazioni, la sua protesta contro un' asfissiante occupazione...ma sembra non essere ascoltata. 
La libertà negata ad un popolo e il tentativo di distruggerne le radici 
e la linfa attraverso violenze e corruzioni, 
ascoltiamo le voci di coloro che si sono sacrificati... 
Tibet libero!

mercoledì 27 febbraio 2013

Nel suo nome ......

Amici del Vento ..... per Mikis!


sabato 9 febbraio 2013

Paolo lotta con noi! [in memoriam]


Noi  purtroppo non siamo ancora un'élite, perché se lo fossimo sapremmo certamente guidare il nostro popolo sulla via nuova. Per ora siamo soltanto delle persone che cercano di essere uomini, uomini e donne che vivono uno stile di vita autentico; ma per essere degli uomini nuovi non basta credere in determinati valori, è necessario viverli e temprarli nell'agire, quotidianamente: questa è in parte l'importanza di fare politica. Rivoluzione non è qualcosa di astratto, che sa di miracolo: è qualcosa che si costruisce giorno per giorno, pezzo per pezzo, sbagliando e riprovando, anche col sacrificio personale, anche riuscendo a superare tanti problemi contingenti che si presentano e che spesso, anche se sembrano tanto grandi ed insormontabili, se solo li si prova a guardare con un'ottica diversa, risultano delle inezie.



9.2.1983 | Paolo Di Nella - Caduto per la Rivoluzione | 9.2.2013





mercoledì 6 febbraio 2013

Brasillach ... Uno di Noi!


"L'importante è di fondersi con la propria corsa, 
di diventare tutt'uno con essa anche se non se ne scorge subito l'esito luminoso"
Robert Brasillach 06/02/1945 - 06/02/2013
Fucilato per "crimini intellettuali"
Alla sentenza: "PRESIDENTE: La Corte condanna Brasillach Robert alla pena di morte; ne ordina la fucilazione. UNA VOCE DAL PUBBLICO: È una vergogna! BRASILLACH: È un onore…!"


giovedì 10 gennaio 2013

ALBERTO GIAQUINTO: NON ABBIAMO DIMENTICATO!


Da "Ritorno alla Tradizione"

Qualche giorno fa scrissi per ricordare i caduti di Acca Larentia. Oggi, 10 gennaio, bisogna rendere omaggio alla memoria di un altro ragazzo morto tragicamente:Alberto Giaquinto, nato a Roma il 5 ottobre 1962; spirato a Roma il 10 gennaio 1979.


In quel giorno maledetto si teneva un corteo di protesta dei ragazzi del Fronte della Gioventù. Gridavano la proprio insoddisfazione contro lo Stato che non aveva ancora trovato i responsabili della Strage di Acca Larentia e che, al tempo stesso, tesseva le proprie trame sulla pelle di quei ragazzi e di tanti altri. Sfilavano anche contro l'orda di compagni, riversatisi per le strade per devastare tutte le sedi del Movimento Sociale Italiano a seguito di un drammatico fatto di sangue che aveva visto per protagonisti i N.A.R.



I giovani missini volevano prendere le distanze da quanto avvenuto in precedenza e dire "basta" una volta per tutte al sangue nelle strade, alla logica degli opposti estremismi, all'incitamento all'odio politico, alla caccia all'uomo. Marciavano, forti delle loro idee e di niente altro. Ciò malgrado due poliziotti accorsero sul posto. Uno di loro, sceso dall'auto, estrasse la pistola dalla fondina e sparò ad altezza d'uomo. Il colpo raggiunse la nuca del diciottenne Alberto Giaquinto, che cadde a terra in un lago di sangue. Si spense poche ore dopo in ospedale. Gli agenti dissero che era armato di P38. Legittima difesa, insomma. Peccato che nessuna arma venne mai rinvenuta addosso al giovane, né proiettili, né altro. Niente di niente.L'autopsia, per giunta, stabilì che Alberto era morto a causa di un proiettile entrato dalla regione occipitale ed uscita da quella frontale a distanza ravvicinata. Tradotto: scappava, anziché affrontare i poliziotti armi in pugno. In questo senso anche le testimonianze dei presenti. Questo, signori miei, è omicidio.



Eppure, la Cassazione nel 1988 condannò l'agente di pubblica sicurezza, tale Aldo Speranza, per "eccesso di legittima difesa". Come la Suprema Corte sia addivenuta ad un simile conclusione resta un mistero, dato che, essendo Alberto Giaquinto disarmato e pure in fuga, non si capisce quale possa essere stata l'offesa nei confronti dei poliziotti. In altre parole, rimane il dubbio che si sia trattato di una sentenza di comodo, buona per mettere a tacere l'opinione pubblica e lavare le coscienze degli interessati.



Francamente,  in questo caso me ne frego delle decisioni dei tribunali. Alberto è un altro ragazzo che se ne è andato troppo presto, un'altra vittima innocente di quegli anni maledetti, dominati dall'antagonismo politico. Voglio ricordarlo così: ancora giovane, coi suoi capelli biondi ribelli, ancora in giro per Roma a fare attivismo politico, in compagnia dei suoi camerati. Sono ancora tutti insieme loro. Ridono, scherzano, discutono. Pensano al futuro: lo immaginano più bello, più giusto, più razionale. Combattono, insomma, proprio come noi e insieme a noi. Per sempre. Non dimentichiamoli, almeno noi.



Roberto Marzola.






Il tuo potere Italia, non ci fa paura ......
Alberto vive e combatte insieme a noi!

Azione Punto Zero

venerdì 30 novembre 2012

Corneliu Presente!

Nella notte del 30 novembre 1938 nella foresta di Țicăbești, alla periferia di Bucarest, veniva assassinato con infamia inaudita Corneliu Zelea Codreanu, il capo della Legione dell'Arcangelo Michele. A distanza di tempo il suo esempio di vita, nel nome dei valori e delle virtù come Verità, Giustizia, Lealtà, Onore, Fedeltà, Coraggio, Sacrificio, rappresenta un imprescindibile punto di riferimento per quanti come lui intendono la vita come un dono da mettere al servizio dell'Idea.

Capitano Corneliu Zelea Codreanu, Presente!
Azione Punto Zero


domenica 4 novembre 2012

IV Novembre ..... Vittoria!

Il 4 Novembre è la festa della Vittoria nella grande guerra, la festa delle forze armate, per il ricordo dei caduti in tutte le guerre e per l'unità della nazione. Gloria, vittoria, forze armate, eroi caduti con le armi in mano, l'integrità della patria. Ma che ne sanno questi politici, che hanno mutuato le virtù degli schiavi. Cosa ne può sapere questa gente che non sa nemmeno perché nel loro centro abitato c'è una Via IV Novembre che attraversa mezza città e che dalla quale partono i nomi delle vie con tutte le cime conquistate, i personaggi eroici che hanno fatto grande l'Italia. 
Pensierodebolisti, cerchiobottisti, borghesi e pacifinti, continuate a votarveli questi pupazzi cittadini del cimitero delle schiene dritte. 
Ve li meritate tutti ....... 
Italia, Vittoria, Rivoluzione ....... a noi la morte non ci fa paura.

Brano tratto da 
QUESTO MONDO NON BASTA, 
un collage di storie di uomini, donne, eroi. Storie fatte di sacrifici, imprese, Ideali e Valori

Lo raccontassero veramente, oggi, cosa è stata la Vittoria italiana. Una storia che commuove al solo pensiero. Il 4 di novembre è la vera data di liberazione nazionale. Una data che unisce. Le parole di Armando Diaz sono musica per orchestra. Un toccasana per il cuore e per lo spirito. Quell'annuncio finale, l'annuncio della Vittoria, dovrebbero insegnarlo a scuola in modo che i bambini lo imparin
o a memoria. Sono parole così belle, cariche di Vita, di gioia, di amore per al Patria e di coraggio, che solamente un pazzo potrebbe non andarne fiero. Quando tutto sembrava andare nella direzione della logica, nella direzione della storia, l'esercito dei tanto ridicolizzati italiani faceva letteralmente a pezzi il più grande esercito del mondo. E dopo il Piave, chi rideva di npoi al di là delle Alpi smise di farlo. Non gli restarono nemmeno i denti in bocca. Il bollettino della Vittoria, letto dal generale Diaz il 4 novembre del 1918, è l'annuncio della disfatta nemica 

SKOLL

giovedì 1 novembre 2012

EZRA, UNO DI NOI!


Ezra Weston Loomis Pound (Hailey, 30 ottobre 1885  Venezia, 1º novembre 1972)

L'unica cultura che riconosco è quelle delle idee che diventano azioni





Tratto da: LA PAROLA A EZRA POUND.
ATTI DI UN PROCESSO ALLE PAROLE 
di MIRO RENZAGLIA
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Pm) D’accordo, lei non ha (sillabando ancora con sarcasmo) pre-vi-sto. Resta il fatto che ha usato la radio di un paese belligerante con il suo.

Pound) Per la verità, ho cominciato a trasmettere circa un anno prima della dichiarazione di guerra. Esattamente, il 21 gennaio del 1941.

Pm) Ma continuò a farlo anche dopo…

Pound) Probabilmente, avrei cercato di farlo dall’America se mi fosse stato concesso il rinnovo del passaporto. Ma mi fu negato.
Pm) E perché le fu negato, Mr Pound?

Pound) Perché gli usurai istituzionali d’America temevano che una volta in patria avrei potuto ostacolare la loro volontà di far entrare gli Stati Uniti in guerra…  

Pm) Non crede di sopravvalutare la sua capacità di influire sulla storia? Il passaporto non le fu rinnovato semplicemente perché erano già noti i suoi orientamenti fascisti.

Pound) (irritato)  Non sopravvaluto nulla… Gabriele D’Annunzio, con la sua parola e senza radio, favorì l’intervento dell’Italia nella Prima guerra mondiale… Io mi sarei battuto come fece lui, ma per i motivi opposti… Fino a Pearl Harbour c’era un forte partito pacifista e non interventista in America… Non avrei predicato nel deserto. Per questo non mi fu rinnovato il passaporto…Pm) Resta l’omaggio a Hitler e Mussolini, nemici del suo popolo.

Pound) Non li consideravo nemici del mio popolo, ma nemici dei peggiori nemici del mio popolo. E ne ho fatto i nomi: Rothschild, Montagu, Sassoon, Mond,  Pixlej & Abell, Mogatta & Goldsmith, Scarpe & Wilkins, eccetera eccetera eccetera…

Pm) Dunque, nella sua logica, la guerra contro Hitler e Mussolini è stata una guerra economica.

Pound) La guerra è stata per il 95% una guerra per l’usura. Ma non ho parlato esclusivamente a proposito di questa guerra: ho protestato contro un sistema che dà origini a una guerra dopo l’altra, in serie. 

venerdì 25 novembre 2011

martedì 5 ottobre 2010

Poche chiacchiere..... 1980 - 2010

con l'azione si alimenta la memoria, con le chiacchiere il folclore.....

 Foto di uno dei manifesti affissi questa notte anche a Civitavecchia,
non sappiamo chi sia stato ad affiggerli ma siamo lieti di registrare 
una azione concreta per la memoria dei camerati caduti. Finalmente!