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sabato 6 febbraio 2016

APZ | Le attività e le notizie cambiano indirizzo, l'impegno no!

Da lunedì 8 Febbraio, questo blog cesserà di essere attivo. 
Verificate le energie disponibili, abbiamo deciso di cessare l'impegno in questa attività e di dirottare le visite dal nostro blog, verso chi svolge questa funzione molto meglio di noi.

Per tale motivo, le notizie consuete che potevate raccogliere su questo blog da lunedì 8 Febbraio potranno  essere ritrovate su:

www.aurhelio.it
per gli articoli di cultura tradizionale e di cronaca del comprensorio;




www.azionetradizionale.com
per la cronaca nazionale ed estera, per la politica e per la dottrina tradizionale.



Siamo convinti che la scelta fatta, sarà molto apprezzata, non solo da coloro che potranno cogliere la validità dei blog ai quali rimandiamo (sempre espressioni di realtà militanti reali, vive e attive) ma, sopratutto, da coloro che sul territorio sapranno apprezzare il rafforzamento - grazie al supporto di tanti sostenitori - che daremo a NIEMALS - Emporio Legionario. Una attività che già da qualche anno si distingue per capacità di penetrazione nel tessuto militante e nuove forme di comunicazione creativa, sempre all'insegna dell'economia legionaria.


Nel caso in cui intendiate richiedere ulteriori informazioni potete farlo inviando una mail a: 
puntozeroblog@gmail.com

venerdì 1 novembre 2013

Azionepuntozero, i post cambiano indirizzo

Da oggi 1° Novembre 2013, 
va in pensione il glorioso blog azionepuntozero.blogspot.com.

In concomitanza con la realizzazione della piattaforma wordpress del Centro Studi Aurhelio, 
i comunicati, le attività e tutti gli eventi di Azione Punto Zero verranno veicolati attraverso 
Facebook: con la pagina Azione Punto Zero,
con la mail: puntozeroblog@gmail.com
con i comunicati stampa sui media locali (quando ce li pubblicano) 
e sul blog www.aurhelio.it.

clicca dunque sul nuovo indirizzo, dove troverai anche tutti i post dal 2010 ad oggi,
oltre a tutte le notizie del Centro Studi e delle altre organizzazioni del Fronte della Tradizione



giovedì 1 luglio 2010

Una sera d'estate ..... per salutarci! [recensione]


PuntoZero ha chiuso il suo primo ciclo di attività martedì sera con un incontro aperto ad amici e sostenitori. Un modo per salutarsi prima di dedicarsi ad attività di ricreazione estiva e di ringraziare le realtà del territorio che a vario titolo hanno partecipato alle iniziative messe in campo e partecipato alle stesse. Da sottolineare il clima comunitario e solidale tra tutti i partecipanti e visitatori. Si è cenato assieme, ci si è come sempre confrontati tra un sorriso e una riflessione, sono state distribuite pubblicazioni e la produzione audio che promuove la musica alternativa di AzionePuntoZero ed è stato proiettato un estratto del concerto recentemente tenutosi a Maccarese, in particolare l’esibizione di Imperium.

A chiusura della stagione militante è giusto tracciare un rapido bilancio di quanto fatto nei pochi mesi che ci separano dalla nascita: organizzazione conferenze di formazione, diffusione di materiale militante, sostegno ai combattenti rsi, realizzazione di una videoteca interna, distribuzione di produzioni editoriali orientate, passeggiate ecologiche, presenza sui media locali con articoli e riflessioni. Adesso sarà necessario riflettere su cosa è stato fatto e come, su quali sono state le cose ben fatte e quelle fatte male, tagliare l’accessorio e concentrarsi sull’essenziale. Dovevamo ritrovarci, riprovare a confrontarci, spendere del tempo per “continuare a rimanere in piedi in un mondo di rovine”. Abbiamo anche esagerato nel voler trasmettere un raggio di luce all’esterno, adesso chi doveva saperlo l’ha saputo, non perderemo altro tempo, non son tempi di lanciare salvagenti da una zattera tra i marosi su cui sono saliti i propri simili.   Non è né poco né tanto: per noi è normale. Ma anche la norma,  ormai, è un atto rivoluzionario.

A margine della serata è stato anche fatto qualcosa di concreto, la famigerata quota 30 per regalare un mese di mare ai ragazzi di Grande Casa Gialla è stata raggiunta e superata. 

Un concreto, e per questo rivoluzionario, atto che segue la lodevole iniziativa messa in campo recentemente dal Centro Studi Aurhelio e culminata nella conferenza “Gioventù da bruciare?” svoltasi a Palazzo del Pincio. Siamo certi che non sarà la prima, né l’ultima delle iniziative che saranno assunte da Aurhelio per combattere, senza sterili chiacchiere, a favore di una visione della vita e del mondo tradizionale. Oggi quanto mai necessarie, innanzi tutto per la formazione di Sé.

martedì 22 giugno 2010

Un mese di mare ai ragazzi di Grande Casa Gialla, VT

Riceviamo dal Centro Studi Aurhelio e volentieri pubblichiamo


GCG Mare >Quota30
Progetto per regalare un mese di mare ai ragazzi di Grande Casa Gialla, VT

La “Grande Casa Gialla” è una struttura, in provincia di viterbo, che ospita ragazzi che necessitano di un collocamento alternativo alla famiglia, almeno in una fase della loro vita.

Si tratta di Minori che rientrano in progetti alternativi alla detenzione carceraria, minori vittime di abusi e minori che hanno ottenuto l’asilo per la precaria e pericolosa situazione nei loro paesi di origine o minori stranieri non accompagnati.

L’equipe si occupa dell’analisi e soluzione delle loro più elementari necessità oltre a quelle più complesse, come il disagio psicologico, reperimento documenti e avviamento al lavoro.
I ragazzi frequentano regolarmente la scuola, studiano, praticano sport e, visto che se lo sono meritati, si vuole mandarli un mese al mare. Tale volontà purtroppo può rimanere tale, vista la mancanza di fondi. Il Centro Studi Aurhelio, sulla scia dell’attività inaugurata con il convegno su droga e disagio giovanile, passa concretamente all’azione, promuovendo il progetto GCG Mare>Quota30.
L’iniziativa consiste nel trovare, minimo, 30 sottoscrittori per una quota di 10 euro cadauna, il cui totale garantirà ai ragazzi un mese di mare presso uno stabilimento balneare a Marina Velca che ha fornito già un grosso contributo per assicurare il minimo necessario (sdraio, lettini e ombrellone).

Per ognuno di noi sarà un piccolo sforzo, ma il risultato potrà essere grande.
Trasmettere l’idea che si ottengono i frutti solo con l’impegno ed il sacrificio.

Centro Studi Aurhelio – idee che diventano azioni
Contatti: cst.aurhelio@gmail.com

Chi volesse sostenere direttamente il progetto GCG Mare>Quota30, può farlo senza passare da noi, attraverso un bonifico intestato a

Coop Sociale Macchia Nera, via salara, 6e, 01016 Tarquinia
Causale: GCG Mare-Quota30
Banca della Tuscia
Filiale di Monte Romano (Vt)
Iban: IT23T0706773170000000020392

Centro Studi Aurhelio

GCG Mare>Quota30
Progetto per regalare un mese di mare ai ragazzi di Grande Casa Gialla, VT

Dal 21 al 29 giugno,
Contattando il Centro Studi Aurhelio
o direttamente sul CCB di Grande Casa Gialla

lunedì 31 maggio 2010

Gioventu' da Bruciare? [Recensioni]

Il Messaggero - 30052010 - Cronaca di Civitavecchia

Disagio Giovanile, il dito puntato sulle istituzioni

La latitanza delle istituzioni che investono briciole o nulla per prevenire il disagio giovanile. L’incapacità, rispetto al passato, di famiglia e scuola nel trasmettere efficaci messaggi contro l’uso di droga. E la società che, quando riaccoglie giovani “recuperati” alla vita normale dopo un passato di dipendenza o microcriminalità, fa più danni che altro per i devastanti modelli che offre. Questi i temi toccati venerdì pomeriggio al Pincio nel convegno “Gioventù da bruciare?”, promosso dal Centro studi Aurhelio con l’amministrazione comunale.Ospiti importanti come Mario Tuti (ergastolano in regime di semi-libertà vigilata per crimini commessi negli anni ‘70 e ora volontario nella comunità “Mondo nuovo” come esperto in agricoltura sociale) e Cesare Foschi (educatore in una casa famiglia di Arlena di Castro) hanno declinato localmente gli aspetti più generali del disagio giovanile (droga, bullismo) «legati alla progressiva precarizzazione dell’esistenza, circondati da un silenzio assordante», ha detto in apertura Massimiliano Baldacci, responsabile del Centro studi Aurhelio. «Ma una parte di responsabilità è anche dei media - ha sottolineato Foschi - come nel caso dell’operazione “Gold camp” in cui la sola evocazione del quartiere Campo dell’Oro coinvolto dalla cronaca dei fatti di droga, continua la lunga ghettizzazione della zona, iniziata anni fa».
La tavola rotonda, alla quale ha partecipato anche l’ex assessore e ora delegata ai servizi sociali, Chiara Guidoni, è stata aperta dall’annuncio di Robert Vignola, dell’ufficio stampa del Pincio, che a nome dell’ex assessore alle politiche giovanili, Fulvia Fanciulli (assente) ha annunciato l’approvazione, da parte della Regione, di un finanziamento per la sicurezza che il Pincio utilizzerà tramite installazione di video sorveglianza sul territorio.
Ste.Man.

Il Tempo - 30052010 - Cronaca di Civitavecchia

Gioventù da bruciare? Se mai da riaccendere.

Il convegno organizzato all’aula “Calamatta” dal Cst Aurhelio su droga e disagio giovanile è servito a mettere in luce proprio il fatto che i fenomeni di malcostume, dal vandalismo al bullismo, nascono proprio dalla mancanza di quelle sane pulsioni, anche “ribelliste”, che in genere hanno sempre caratterizzato le nuove generazioni. In apertura il moderatore Robert Vignola ha portato il saluto di Fulvia Fanciulli, ormai ex assessore alle politiche giovanili, mentre Massimiliano Baldacci di Aurhelio ha spiegato i motivi dell’iniziativa nella necessità di “smuovere le acque sull’argomento, chiamando persone che di questi temi si occupano quotidianamente”. A proposito di relatori, la delegata ai servizi sociali Chiara Guidoni ha rilevato come “gli aumentati ritmi della vita moderna hanno fatto esplodere dissidi incontenibili e sollecitato i giovani con mille inganni, ma a volte basta uno sguardo superficiale ai figli per accorgersi che in terapia dovrebbero andare i genitori”. Non solo famiglie con genitori troppo “carrieristi” sul banco degli imputati: l’intervento di Mario Tuti, ex terrorista ed oggi volontario a Mondo Nuovo, ha introdotto la figura del “pulcino mannaro. Sono i giovani odierni, persone con velleità molto alte ma dalla personalità estremamente infantile. La maturazione manca perché non solo la famiglia, ma la scuola e il senso stesso dell’educazione è latitante: ai ragazzi bisogna dare essenzialmente un carattere”. “Sporcarsi le mani con i ragazzi prima di videosorvegliare” è stata la raccomandazione di Cesare Foschi, educatore di struttura a Roma dove opera con ragazzi disagiati e dei campi Rom, che ha attaccato la “metafisica del successo della società odierna.

Si ringraziano le testate giornalistiche per la gentile concessione

mercoledì 19 maggio 2010

Gioventù da bruciare? [CONVEGNO ]






































Gioventù da bruciare?

Spunti per la riflessione su droga e disagio giovanile.

Civitavecchia 28 Maggio 2010, Aula Calamatta, ore 17,30

Piazzale del Pincio, Civitavecchia RM

Intervengono

L’Assessore allo sport e problematiche giovanili Dott.ssa Fulvia Fanciulli

L’Assessore ai servizi sociali Dott.ssa Chiara Guidoni

Dott Mario Tuti, Operatore Volontario in Comunità per Tossicodipendenti, esperto in Agricoltura Sociale

Con un intervento su “Quale futuro per i nostri giovani?”

Dott. Cesare Foschi, Educatore e responsabile di struttura.
Con un intervento su "la banalità del tutto, fondamenti di disagio".

Modererà Robert Vignola Capo ufficio stampa del Comune di Civitavecchia

Introduzione del Presidente del Centro Studi Aurhelio

venerdì 30 aprile 2010

“Laogai, l’orrore nella Cina del terzo millennio”


Con il patrocinio del Comune di Santa Marinella

AC Leonidas - AC Memento Naturae - CST Aurhelio
organizzano una conferenza sul tema

“Laogai, l’orrore nella Cina del terzo millennio”


Domenica 9 Maggio 2010 ore 12,00
Biblioteca Civica "A. Capotosti" via Aurelia 310/b Santa Marinella


Intervengono
Toni Brandi, Presidente Laogai Research Foundation Italia

Prof.ssa Francesca Romana Poleggi, Laogai Research Foundation Italia

Introduce Francesca Lazzeri portavoce A.C."Leonidas"

martedì 9 febbraio 2010

Essere Militanti

Riproponiamo qui, uno scritto apparso qualche anno fa sul blog Aurhelio perchè riteniamo che esso sia utile per focalizzare il senso della parola militante. Oggi , questa parola, è troppo spesso confusa con una vaga idea di una appartenenza mentale ad un mondo, in realtà essere militante è innanzitutto coerenza tra pensiero e azione. Essere militante significa donare tempo, denaro, dedizione e sacrificio costante, alla causa, senza badare ai frutti. E' il momento di schiarire le idee a chi ne ha davvero bisogno.

Essere militanti

Se questa realtà non ci piace, se in qualche modo ci sentiamo estranei, nostro deve essere il compito di cambiarla, di favorire quelle forze a noi amiche e di creare un clima propizio. Se il compito del militante è quello di conquistare la realtà, come riflesso della propria affermazione interiore, le azioni quotidiane acquistano un nuovo e un diverso significato, per il militante non è importante ciò che si compie, ma come si compie.
L’uomo di milizia, pur vivendo in questo mondo, sente di esserne estraneo, sente di non appartenergli e con fermezza rifiuta i compromessi, le convenzioni e le ipocrisie.
Bisogna finirla con la vanità esibizionista di “apparire” ad ogni costo, di considerarsi importanti e ad essere privi d’umiltà, ritenendosi infallibile e comportandosi in modo borioso, irascibile e senza scrupolo. Abbandonare ogni arroganza e tracotanza, segno di un vero “complesso d’inferiorità”, che vuole le persone uniformate ad un unico schema mentale. Finirla di sostituire l’utilità e la menzogna alla Verità e alla Giustizia, di essere un tipo superficiale insicuro e nevrotico, volgare e triviale, la cui legge è solo la sopraffazione e la violenza gratuita. Incapaci di assumere un carattere e una disciplina, incapaci di assumersi le proprie responsabilità, di conoscere il senso della distanza, del rispetto, della gerarchia e dell’autorità. Il cameratismo è confuso con la complicità: difendere le posizioni indifendibili; il semplice divertirsi: all’eroica strafottenza legionaria del “me ne frego”, si è sostituito il “faccio quello che voglio”; calpestando se serve anche la dignità dei militanti: “il fine giustifica i mezzi”. Tra camerati non devono esistere sospetti o malintesi, mezze parole e mezze verità, i rapporti devono essere sempre chiari, stabili e coerenti, non è ammesso essere torbidi e tortuosi. Il militante non ha paura di mettersi in discussione, con realismo e coerenza, il suo stile è l’azione impersonale e la sua volontà è la forza di sconfiggere ogni bassezza e ogni viltà. Fra camerati ognuno è chiamato ad una gara per essere di esempio, il cameratismo è innanzitutto un’apertura d’amore che richiede una risposta d’amore, è un donarsi totale e disinteressato. Perché nel mondo del profitto e dello sfruttamento il dono è un atto rivoluzionario.
Per molti ribellarsi alla società borghese, è diventato il sinonimo di vivere alla giornata, rifiutando di studiare o di lavorare, di dare conto dei propri impegni e delle proprie responsabilità. Si prende come proprio modello il “ribelle” ma l’esperienza ha provato che dietro questa parola, troppo spesso non si cela un atteggiamento “rivoluzionario” o se si preferisce “l’uomo differenziato”, ma il disadattato che contesta solo perché è incapace di cambiare la realtà che lo circonda. La “rivolta”, allora, non è altro che un sinonimo di fuga dalla realtà, una carta di tornasole per mascherare e giustificare la propria impotenza.
Il militante, al contrario, oppone all’ideale borghese della comodità e della mediocrità, lo stile “guerriero” di chi affronta la vita con entusiasmo e consapevolezza. La lucidità rivoluzionaria di chi non si tira indietro dinanzi alle prove che la vita gli presenta.
L’anticonformismo, tanto declamato, si è trasformato nel più ridicolo dei conformismi, uno scetticismo etico, una critica contro ogni autorità, un adattamento alla società dei consumi e al suo modello assorbito passivamente senza alcuna reazione radicale. Così si diventa sempre più standardizzati, si è spersonalizzati e privi di carattere, è il trionfo dell’uomo massa che si annulla nell’anonimato delle metropoli, che vive nei quartieri dormitori dove nessuno si conosce e nessuno si preoccupa degli altri, favorendo l’anarchia senza regole
Il militante non è un obiettore di coscienza, un anarchico o un emarginato, egli interiormente si sente assolutamente fuori dalla società, ne è completamente estraneo, sente che questo mondo non gli appartiene, ne lui vi vuole in qualche modo appartenere. Al limite, può comprendere chi come lui rifiuta questo mondo e si schiera contro di esso, siano essi “disadattati” o “asociali”, ma dal momento che la sua vita non s’incontra con quella dei suoi contemporanei, rimane distaccato dalle loro disavventure. Il Militante, forte della sua visione aristocratica chiara e disincantata, non offre presa alcuna al potere, anzi ne vuole la sua completa disintegrazione, e nello stesso tempo sa proporre l’alternativa di valori superiori. Non si comporta come un delinquente o uno sbandato, ma assume lo stile dello spirito guerriero, pur accettando di vivere insieme a mille difficoltà lo fa con onore e dignità. Non ha nulla a che vedere con il ribelle o il disperato, sempre più agito e agitato dalle sue insoddisfazioni, suoi modelli non sono l’arrivista o il rivendicatore sociale, bensì agisce in modo impersonale, senza badare a vittoria o sconfitta. Avere stile significa fare delle scelte, scoprire in positivo che cosa si è; in negativo individuare il proprio nemico imponendo alla propria esistenza un riferimento superiore come se fosse naturale e spontanea l’obbedienza, una volontà di dominio e di affermazione assoluta. Si tratta, quindi, di ridestare la volontà come principio di affermazione eroica.

domenica 31 gennaio 2010

Dalla parte dei vinti (ma mai domi)

Di Piero Buscaroli, genero di Franz Pagliani (primario chirurgo e giudice speciale a Verona), è nelle librerie
"Dalla parte dei vinti - Memorie e verità del mio Novecento", Mondadori, p. 522 € 24.

Dal risvolto di copertina:

"Nonostante sia trascorso più di mezzo secolo dal crollo del fascismo e dalla fine del secondo conflitto mondiale, siamo davvero convinti di sapere come andarono effettivamente le cose? Il tanto discusso dopoguerra italiano può considerarsi concluso? Piero Buscaroli, musicologo, scrittore e giornalista, ha deciso di aprire a sua valigia di carte, documenti inediti e ricordi... 'interpretazione di eventi come la congiura del 25 luglio, la issoluzione militare e civile dell'8 settembre, l'occupazionetedesca e i crimini dei vincitori, ci restituisce l'immagine di un Buscaroli schierato a vita, cittadino coatto di una ex nazione... Per Buscaroli il revisonismo delle verità osteggiate e sepolte dal pregiudizio ideologico, si è fatto imperativo morale, mentre lo spirito di contraddizione da cui si sente mosso, diventa strumento essenziale di libertà... In una felice mescolanza di cronaca giornalistica e di documento storico, "Dalla parte dei vinti" riesce a unire alla scrupolosa ricostruzione di fatti decisivi dell'ultimo cinquantennio (tra cui i nefasti della strategia della tensione n.d.r.) il ritmo appassionato del pamphlet politico.Che farà discutere." Se vi può far piacere, Buscaroli scrisse a Gianfranco Fini: "Sei proprio un maiale, e Via della Scrofa è il tuo indirizzo appropriato... Ti maledico in nome dei Morti e dei Vivi."

«Non mi considero un “reduce”, un “orfano di Salò”, sono un superstite della Repubblica Sociale Italiana in territorio nemico». Piero Buscaroli