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giovedì 10 giugno 2010

Democrazia alla civitavecchiese

I Partiti sviliti! Questa è l’ultima parola d’ordine che arriva dal mondo politico civitavecchiese, sempre meno pudico nel mostrare le sue vergogne: pochezza politica, esclusivo amore per la poltrona laddove essa porta stipendio, liti da osteria per avere la possibilità di sedere ad un posto di comando sotto al quale passano progetti e, guarda caso, quattrini.
I partiti dice che sono stati sviliti e allora ecco addirittura nascere, in fretta e furia, il Pdl. Sarà per piazzare qualcuno, possibilmente di corsa o fors’anche con calma, magari un po’ prima di Natale, a qualche assessorato? Sarà, sarà!
I partiti sviliti! E che si può svilire uno dei qualsiasi partiti esistenti, soprattutto a Civitavecchia e alla luce di come a Civitavecchia sono rappresentati? Poniamo ancora più direttamente la domanda: si può svilire un partito che si è già abbondantemente svilito da solo?
Il problema è uno solo: comandano i singoli, sindaco in testa, e lo fanno da singoli. Il fatto che talvolta i singoli si coalizzano in associazioni temporanee d’impresa non li autorizza a dire che tali comitati siano partiti. E’ un’antica tradizione della democrazia, che a Civitavecchia ha sempre saputo dare il meglio di sé. Chi ha più di 45 anni ricorderà che qui prese piede una delle prime giunte Dc-Pci, in tempi in cui Peppone e Don Camillo non erano curiose macchiette di un tempo che fu, ma caricature di forze ben presenti nella società. Andate a rileggervi i nomi di allora, fatevi una breve ricerca genealogica e vedete che, se pure qualche faccia è cambiata, i clan di Famiglia (intesa talvolta come parentela, talvolta come Cosa Nostra, spesso come entrambe) sono tutti là.
“Buona” democrazia a tutti.

venerdì 26 marzo 2010

Se questo è un silenzio

Siamo arrivati al venerdì, domani è silenzio. Nella liturgia ecclesiastica il Venerdì Santo è uno snodo decisivo, uno spartiacque, l'acme (il punto più alto) di dolore, cui deve far seguito il silenzio. Oggi è Quaresima, non però ancora l'immediata vigilia di Pasqua e infatti la Pasqua non c'entra. La liturgia che imporrebbe il silenzio è infatti quella democratica-elettorale. In omaggio alle attitudini borghesi che permeano tutt'ora l'attuale regime, il silenzio che inizia il sabato pre-elettorale e che continua fino al momento della chiusura delle urne sarà rotto milioni di volte, con invadenti telefonate, messaggini, capannelli nei punti strategici delle città e all'esterno dei seggi elettorali, ammiccamenti, riempimento all'eccesso di materiale propagandistico nelle cassette delle poste e sulle auto, affissioni abusive perché fuori tempo massimo.
La comunità di azionepuntozero si allontana dall'ultimo mefistofelico atto della campagna elettorale per scegliere una campagna vera, il contatto diretto con il Creato e con il proprio ambiente, così lontano dalle cartacce, che siano propagandistiche o direttamente con filigrana, che vediamo circolare. Laggiù (o lassù) il silenzio sarà quello vero.

mercoledì 17 marzo 2010

Campane elettorali - 1

Dice che c’è la campagna elettorale… Ce n’eravamo accorti. E’ il momento in cui vanno riempite le pance di sera e le plance di notte. Perché è il momento delle cene e dei manifesti. Dice che ce ne sono containers bloccati, da qualche parte, in attesa di un’improbabile riammissione del PdL. Ce ne sono di manifesti s’intende, non di aiuti alimentari, che a tanto ancora non si è ri-arrivati (ma la democrazia in Italia esordì così: con la pagnotta elettorale, distribuita alla popolazione). Aspettando i manifesti, i sedicenti destri si dovranno accontentare delle manifestazioni…
Ma ci sono anche i fortunati che hanno avuto modo di attaccare i loro bei faccioni per le strade. C’è Luciani, ad esempio: uno degli slogan coniati dice “sempre dalla stessa parte”, però il rosso d’ordinanza di sfondo ai manifesti ha dovuto trasformarsi per questioni ontologiche in verde cacarella. Propone il reddito per tutti, Luciani. Propone l’autostrada gratis per i pendolari civitavecchiesi che vanno a Roma. Ci poteva pensare prima: è stato consigliere regionale per due legislature consecutive, l’ultima delle quali nella maggioranza trans-versale di M’arrazzo. “Sempre dalla stessa parte”, dice Luciani. Peccato che però le cronache di un mese fa (mica secoli) lo davano prossimo a candidarsi con l’Italia dei Valori, e per questo protagonista di una battaglia con Balloni, portata avanti a colpi di sponsorizzazioni presso i colonnelli dipietristi romani. La partita, per la cronaca come dicono i giornalisti sportivi, finì 0-0. A Balloni il pareggio non è servito: fatto fuori, ha dovuto riarrotolare i megamanifesti che recitavano: “La coerenza pagata a caro prezzo”. Uno slogan firmato Cassandra. Vedremo se il punticino (rientro in extremis tra le fila di Sinistra-ecologia-libertà) servirà a Luciani.

Questo un primo giro d’orizzonte di questa campana elettorale. Campana, non campagna, perché i sinonimi contenitori per la raccolta differenziata continuano ad essere gli oggetti del maggiore desiderio degli attacchini. Rotondi, occhieggiano dai parcheggi fornendo uno spazio leggermente sferico e un ideale sfondo verde ai faccioni ammiccanti degli aspiranti onorevoli regionali. E pazienza se, sotto ai manifesti, finiscono le istruzioni su come differenziare vetro, plastica, carta. Sono altri i rifiuti oggi in bella vista sulle campane… (1. continua...)

martedì 16 marzo 2010

Tempo di Elezioni....

Qualcosa è cambiato. Lo avevamo intuito dal fatto che persone con le quali conversavamo normalmente fino ad una o due settimane fa sono progressivamente impazzite. Strano l'effetto che produce il periodo elettorale, occorrerebbe soffermarsi un momento per vedere gli effetti che produce l'elettoralite sulla stabilità psicologica degli individui. A differenza di come si comportano durante l'anno politici, politicanti, portaborse e galoppini, di colpo da schivi e arroganti diventano suadenti e gentili. Talmente gentili, che arrivano a metterti sotto assedio in tutti i modi.......
Democrazia, democrazia.......