martedì 21 settembre 2010

Si riparte!

Dinnanzi a sterminati orizzonti, 
popolati da piccoli sacrifici ed eroismi quotidiani, 
piccole miserie umane non possono spegnere lo scintillìo negli occhi 
degli uomini che credono, edificano e che non tradiranno mai!"

martedì 14 settembre 2010

Teresa sulla sedia


La salviamo? Il volto potrebbe essere quello di una delle nostre periferie, di quelle che abitano il “105” dell'Atac o una qualsiasi delle stazioni della metropolitana fino a notte, e forse oltre. Sguardo vitreo dietro al quale si cela un guizzo che non promette nulla di buono, rughe quasi come cicatrici (o il contrario?), capelli corti, il naso da pugile, quarant’anni e passa portati decisamente male. Il nome, pure quello, non sfigurerebbe a Tor Bella Monaca o Laurentino Trentotto: Teresa. E’ sul cognome che vacillano le prime certezze dell’uomo medio(cre) occidentale. Lewis. Poi, quando sai che è condannata a morte, ti chiedi come mai quegl’incivili degli islamici non le abbiano imposto il velo!
Eh, no. Il volto di Teresa Lewis è quello dell’America più pura. Abita in Virginia, stato che dev’essere il solo che abbia mai visitato, come avviene per la maggior parte degli statunitensi (che noi invece ci ostiniamo ad immaginare, per riflesso condizionato di stampo hollywoodiano, tutti cravatta al collo e valigetta in mano ad inseguire con passo efficiente le coincidenze aeree). Perché l’America vera è quella dei “red necks”, le nuche rosse di chi lavora nei campi e all’aperto, con una scarsissima istruzione e zero conoscenze sul mondo che non sia la fetta di iù-es-ei che hanno sempre avuto sotto gli occhi. Red neck che, in un gioco dispregiativo di colorazioni, diventa poi “white trash”, monnezza bianca, accezione tutta razzistica sull’inferiorità culturale del bianco del Sud degli Stati Uniti, la cui caricatura principale è quella di essere dedito al consumo di junk food e a matrimoni intrafamiliari, che poi altrettanto spesso producono figli con disturbi mentali. Solo cugini di campagna del “civis americanus”, che infatti li sberleffa ogni sera nei brillanti “late show” della seconda serata televisiva; parenti lontani, non solo di cui vergognarsi ma da disprezzare pubblicamente. Il nuovo razzismo che tanto bene alberga nel Faro delle Nazioni (in particolare sulle due coste) è condito di anti-razzismo: perciò sfugge all’analisi dei sociologi di Harvard (i primi ad esserne pervasi), dilaga nel paese e nelle sue “produzioni intellettuali”, si fa scudo del perbenismo e del neo-conformismo che quest'America agita insieme alla bandiera del politically correct. Un razzismo che uccide, materialmente e civilmente, senza doversi mettere il cappuccio bianco del KKK ma, chissà, non disdegnando in qualche caso compasso e grembiulino.
E infatti anche Teresa è del Sud degli Stati Uniti. Guarda caso, ha disturbi mentali. Che, e questo è emerso anche in sede processuale, hanno avuto la loro importanza nella vicenda giudiziaria che la vede coinvolta. Colpevole, dice la sentenza, di aver assoldato due killer per far fuori marito e figliastro e intascare i soldi dell’assicurazione. Con una confessione scritta però, di uno dei due esecutori, che ammette di averla cooptata in un supermercato. La circonvenzione d’incapace non è tuttavia bastata, ed eccola là, Teresa Lewis, pronta a farsi un giretto sulla sedia elettrica il prossimo 23 settembre, prima donna ad essere “fritta”.
Non c’è però il mondo occidentale a stracciarsi le vesti, a esprimere il suo sdegno di civilizzatore, a dar voce alla sua Iran funesta perché il diavolo Ahmadinejad manda al patibolo le donne (inciso: molti non lo sanno, ma la pena per Sakineh è stata sospesa). Ragazzette con le magliette di Emergency un po’ scolorite sotto la pashmina non verranno a chiedervi la firma mentre passeggiate a Piazza del Popolo, Napolitano non lancerà moniti e Frattini e Adornato si asterranno dagli anatemi. Qui c'è il Princeps Huius Mundi ad azionare le leve della Vita e della Morte, mica Saddam o qualcuno del suo livello. E i subordinati tacciono, per non "vedere le stelle" o peggio, farsi fare qualcosa a strisce...
Ma insomma, che ci vogliamo fare con questa dead woman walking? La salviamo? O la “accendiamo”?

lunedì 13 settembre 2010

Massoneria.... Civitavecchia .... ma guarda un po.....

Qualche tempo fa, inaugurando le colonne del Blog, sottolineavamo la forte influenza massonica sulla vita del comprensorio ed in special modo di Civitavecchia. http://azionepuntozero.blogspot.com/2010/02/sempre-lei-la-malapianta.html . Abbiamo raccolto documenti e informazioni, questa iniziativa però salta subito agli occhi. Dal consueto buio nel quale dovrebbe opportunamente essere relegata - evidentemente i tempi sono maturi (sarà un caso che è il 150° anniversario dell'unità d'Italia?) - la massoneria lucida lo smalto e si fa bella. In altro modo - decisamente migliore, andarono le cose nel 1923, quando baldanzosi giovanotti in eleganti camicie nere presero d'assalto la locale sede massonica ...... ma si sa..... i tempi cambiano... e speriamo cambino di nuovo in osservanza al costume degli antenati .....


Enrico Ciancarini presenta "All'Oriente di Civitavecchia. 
Massoni e logge civitavecchiesi da Napoleone a Mussolini. (1811-1925)", volume edito dalle edizioni "Sette città" di Viterbo

Giovedì  prossimo, 16 settembre, alle ore 17 presso la sala conferenze della Fondazione CARICIV in via Risorgimento 8, Enrico Ciancarini presenta il suo ultimo lavoro: "All'Oriente di Civitavecchia. Massoni e logge civitavecchiesi da Napoleone a Mussolini. (1811-1925)", edito dalle edizioni "Sette città" di Viterbo.
Il volume fa parte della collana "Progetto memoria". Ripercorrendo la storia cittadina dal 1811 al 1925 dall'inedito punto di vista massonico, il libro rivisita appuntamenti fondamentali della storia di Civitavecchia caratterizzati, fra l'altro, dalla presenza e dall'influenza di esponenti delle locali logge. L'introduzione è stata curata dal professor Giuseppe Monsagrati, ordinario di Storia del Risorgimento all'Università La Sapienza di Roma. Il volume sarà presentato da Carlo De Paolis e dal generale Luciano Alberici: modererà Silvio Serangeli. Data e luogo di presentazione non sono casuali. Il 16 settembre, infatti, cadrà il 140 anniversario dell'entrata delle truppe italiane a Civitavecchia e della fine del millenario potere temporale del papa sulla città. La Fondazione CARICIV è l'erede di quella borghesia mercantile ed imprenditoriale protagonista dell'Ottocento civitavecchiese ed oggetto del volume, che oltre a parlare delle vicende della massoneria, ripercorre le date fondamentali dell'associazionismo laico e cattolico della città a cavallo fra '800 e '900.
E proprio nella sala della Fondazione attualmente si trovano appesi due quadri della famiglia Guglielmi che raffigurano Giulio e Giacinto che scrissero in prima persona la storia civitavecchiese e furono membri della massoneria civitavecchiese. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Civitavecchia, 13 settembre 2010

venerdì 10 settembre 2010

No... non ce ne andiamo al mare.......

NON SI CEDE NEANCHE UN METRO!

FONDAZIONE RSI – Istituto Storico
11/12  settembre 2010 - Seminario di Studi Storici
Terranuova Bracciolini, Cicogna 27/E

Sabato ore 10,00
Enrico Persiani, DOPO IL 25 LUGLIO, LA RINASCITA
Sabato ore 15,00
Stelvio Dal Piaz e Nicola Raffaele: I GIOVANI DELLA RSI E DI OGGI

Domenica ore 10,30
Lamberto Cosimi e Sergio Franci : IL PATRIMONIO DELLA RSI

L'evento è riservato agli invitati,
per partecipare occorre contattare la responsabile Elisa Verardi: elisaverardi@libero.it

martedì 7 settembre 2010

Rudolph facci Onore!


In bocca al lupo a Rudolph che da stamattina si addestra al 17° Rgt Aqui!

Forza e Onore

Siamo con Te!

domenica 29 agosto 2010

Dossieraggio anni 70 ...

A scanso di quello che blatera qualche demente, certe pratiche non sono affatto terminate. Questo evento, tra l'altro, è la controprova della efficacia dell'azione militante a differenza delle chicchiere da ultimi dei mohicani. E' di questi giorni la notizia di attività di dossieraggio sulla Fondazione RSI e compari, con annesso presidio antifascista in piazza a  Terranuova Bracciolini  l’11 Settembre ma non alla Cicogna, a cura del CAAT Aretino. Non crediamo che la direzione della Fondazione RSI ne sarà entusiasta. Ad ogni modo è bene essere informati.

il CAAT aretino produce un dossier infame stile anni 70 come questo

http://files.splinder.com/082947cdba5670fc02de61c0a228043c.pdf
Responsabile CAAT Aretino
Intervista a Laura sul presidio dell’11 Settembre

martedì 24 agosto 2010

La Vecchia Sezione - concerto acustico

La Vecchia Sezione 
[Massimo UF + Mario H + Imperium]
dopo il fragoroso successo del 24 Luglio a civitavecchia, 
epigona di mancinelli, 
muove le suole sul territorio marchigiano! 

28 agosto alle ore 21.30
Nelle Marche Imprecisate

domenica 8 agosto 2010

RicreAzione

Sospendiamo le attività di aggiornamento del Blog fino al 15 Agosto.

Come ogni anno, approfitteremo di questo periodo per rinvigorire lo spirito ed il corpo in contesti ricreativi e formativi.Perchè si sappia: la militanza non va in vacanza!

Buone Vacanze

Panico@Rotonda01

Proprio una bella inaugurazione, quella della rotonda sulla via Aurelia in prossimità dello stabilimento Little Paradise a Santa Marinella.  Nelle 24 ore a cavallo di lunedì e martedì scorso è successo di tutto. Risse, insulti, muretti saltati in aria. Andiamo per Ordine.
Già la mirabolante idea di realizzare una rotonda sulla SS1, cioè su una delle strade più congestionate d'Italia (gli acronimi avranno un senso?), faceva una certa impressione, non paghi, i noti scienziati locali della viabilità hanno ritenuto di doverla piazzare proprio in mezzo alla sede stradale principale e non da una parte, così da interessare non solo i veicoli che entrano o escono dalla viabilità locale, come logica vorrebbe, ma tutto il traffico della beneamata Aurelia. Per ottenere il meglio, il progettista non si è certo risparmiato, marciapiedi di dimensioni metropolitane ai lati della strada e una rotatoria dalle dimensioni ridotte. Al primo sguardo una persona dalle normali facoltà avrebbe dedotto immediatamente il problema. Risultato? 
Già Lunedì notte un trasporto eccezionale si è portato via un quarto di muretto della rotonda rimanendo incastrato sul lato nord (vogliamo vedere cosa succederà con i trasporti delle fusoliere che partono dal porto di civitavecchia o le parti da trasportare alla centrale a carbone?), in più martedì sera la Ditta che ha asfaltato l'area non si è certo risparmiata in insulti e tentativi di aggressione, ai poveri (per non parlare delle povere donzelle) malcapitati che hanno avuto la ventura di passare da quel punto.  Addirittura si è generato un incidente, fortunatamente dalle modeste conseguenze.
E' dunque possibile lasciare in mano la viabilità, di notte, su una segnaletica di emergenza, per accedere ad una rotatoria, mentre la si asfalta, a chi normalmente si occupa di solo di asfaltarla? Lo si può fare in nome della realizzazione di una grande opera della ingegneria civile italiana? Non ci sarà stata una indigestione di rotatorie alla civitavecchiese? No, per goderne occorre vivere nel villaggio degli scienziati, con una rotonda sul mare .... e il nostro disco che suona!
Sarà il caso che prima di passare a ROTONDA 2.0 si ristudino un po il sistema per costruirla... Grazie!

martedì 3 agosto 2010

Della Differenza tra noi e voi [epigoni dei dannati]

La politica nella sua originaria accezione, è lo spazio di attività e di iniziativa del cittadino. Come modello, noi individuiamo Sparta, dove nel senso dell’onore e dell’onta e in una comunità fondata sui doveri troviamo la base del vivere civile (come sottolinea giustamente Rutilio Sermonti, orientare gli uomini ai propri doveri è il solo modo per generare diritti anziché proclamarli senza alcuna consistenza effettiva). Nell’ambito della vita di un uomo poche son le cose che effettivamente ne caratterizzano il valore. La prima qualità, già dall’Antica Grecia, è senz’altro quella tra chi tende al miglioramento di Sé e chi no. La manifestazione palese era [ed è tutt’oggi!] data dalla divisione tra i Polites e gli Idiotes. I primi sono coloro che mettono il miglioramento di Sé e quello della Città o dello Stato al primo posto. Agli antipodi di quest’ultimi, noi e i greci antichi poniamo l’idiotes ovvero l’individuo che non si cura del miglioramento della propria persona, dell’’interesse della collettività e che si estrania dal governo della città, per soddisfare solo i propri bisogni e inseguire esclusivamente i propri interessi. Siamo consapevoli del fatto che coloro che per debolezza e ignavia, avendo abbandonato la lotta vivono nel rimorso e nel tormento continuo. Siamo consapevoli che il risentimento nei confronti di coloro che costruiscono spazi di formazione e trasmissione di valori concreti e vivificanti sia foriero di nevrosi. Il dato più allarmante però è un altro. E’ quello relativo al fatto che questi nani dello spirito, a forza di rimuginare nel fango divengano preda di intelligenze oscure.
La storia in questo senso ce ne dà ampi esempi, si parte con lo scherzo e si finisce per prestare il fianco a massoni, servizi segreti deviati o meno e faccendieri dai nasi adunchi. Chi non ricorda come dai tempi di Maria Antonietta, si sia affinata la tecnica base della denigrazione che passa dal sottosuolo con accuse infamanti spesso legate a temi sessuali (tipici argomenti di anime grossolane)? Alcuni epigoni residenti in questo territorio, degni eredi dei loro predecessori, probabilmente in preda agli ultimi spasmi di vita (con una coincidenza imbecille tra commenti su questo blog, note su facebook e commenti su altri siti) hanno deciso di onorarci con offese degne della loro anima dannata.
E’ proprio vero, a chi non vuol vedere la luce, anche un fiammifero dà un immenso fastidio.